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Un milione di dollari? No grazie

perelman-Ci risiamo. Il famosissimo, e misterioso, matematico russo Grigori Perel’man stavolta rifiuta un premio da un milione di dollari. O meglio, dice che "deve pensarci su" prima di accettarlo. Ma chi è Perel’man e perché non si gode il suo milione di dollari, messo in palio dall’Istituto Clay per la matematica? Be’, è un genio della matematica che non è interessato ai riconoscimenti, vive in povertà in una casa popolare ed è famoso per aver rifiutato altri riconoscimenti in passato.

Tutto comincia nel 2002, quando Grigori Perel’man pubblica su arXiv, il principale database open access del mondo, la sua soluzione della famosa Congettura di Poincaré. I matematici (e i media) di tutto il mondo restano stupiti di fronte al suo comportamento: ha proposto una soluzione a uno dei problemmi più classici della matematica ma non vuole parlarne né pubblicare il suo lavoro su una delle prestigiose riviste scientifiche che si fanno avanti. E dice: è lì, su arXiv, chiunque può leggerlo, a ma basta quello.

Ma poi cominciano ad arrivare i premi, primo fra tutti la Medaglia Fields, il premio Nobel della matematica. E da Perel’man arriva un altro rifiuto. E già che ci siamo, Grigori si dimette anche dall’Università di San Pietroburgo e si ritira a una vita solitaria. Della settimana scorsa è invece la notizia che il Clay Institute ha deciso di assegnare proprio a Perel’man il premio da un milione di dollari che aveva messo in palio per chi avesse risolto la congettura di Poincaré.

E ancora una volta è arrivata una risposta negativa: non mi interessa, risponde Grigori, mentre i giornali impazziscono per questo personaggio così fuori dagli schemi. Resta da capire se alla fine accetterà il premio. Un milione di dollari, ma a un russo che assomiglia a Rasputin non sembra interessare troppo…

Donne e scienza 2010

Elaine_FuchsDonne e scienza, un binomio che sempre più spesso viene sottolineato da istituzioni internazionali. È il caso del premio Unesco "For women in science 2010", in collaborazione con… L’Oreal, che viene assegnato alle cinque ricercatrici che si sono distinte per i risultati ottenuti nel campo biomedico. Una per ogni continente: Africa, Asia-Pacifico, Nord America, Europa e America Latina. Ognuna ha vinto una borsa di studio di 100.000 dollari.

Andando in ordine di continente incontriamo Rashika El Ridi, egiziana, che ha lavorato a un vaccino contro la schistomiasi, una malattia tropicale che colpisce duecento milioni di persone. Poi Lourdes Cruz, filippina, per la scoperta di tossine di una lumaca marina che potranno essere usate come terapia del dolore e per studiare il funzionamento del cervello. La statunitense Elaine Fuchs (foto) per la scoperta di alcune cellule staminali coinvolte nello sviluppo e riparazione della pelle. La francese Anne Dejean-Assémat per la scoperta di alcuni meccanismi molecolari che sono alla base di tumori epatici e alcuni tipi di leucemia. Infine per l’America Latina Alejandra Bravo, messicana, per la scoperta dei meccanismi di azione di una tossina batterica efficace come insetticida ecologico.

Il premio è pensato per promuovere non solo la scienza al femminile, ma l’eccellenza nella ricerca svolta da donne. Anche nella scienza, come in molti altri settori dell’economia e della società, si parla infatti di "soffitto di cristallo": in molto paesi le discriminazioni sulla carta non esistono, e ai piani più bassi tra uomini e donne vige la parità. Ma quando si tratta di dirigenti, posizioni di prestigio e di responsabilità (e stipendi) maggiori, qualcosa di invisibile impedisce alle donne di arrivare.

Sul sito del premio potete trovare un profilo e un’intervista con ognuna delle cinque vincitrici