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La montagna delle scorie

una-montagna_132x198La Yucca Mountain è una montagna nello Utah, a 160 km da Las Vegas. E proprio lì, nel ventre della montagna, i governi americani di Reagan e Bush avevano deciso di costruire il deposito sotterraneo per le scorie delle sue centrali nucleari. Obama, poco dopo il suo insediamento, ha cancellato il progetto. La storia di Yucca Mountain, secondo John D’Agata, è quella della «grande opera più folle mai concepita da un governo occidentale»: portare nella montagna milioni di tonnellate di scorie radioattive da tutto il Paese e seppellirle lì sotto per 10.000 anni (come minimo).

Questo libro è un’inchiesta giornalistica che però ha un tono narrativo e drammatico incredibile. Vi farà immergere nelle sue pagine alla scoperta delle testimonianze, le opinioni, gli scontri raccontati da D’Agata. E poi vi farà riflettere, più in generale, sul problema tutt’ora irrisolto in tutto il mondo delle scorie nucleari. Dove metterle? Come proteggerle? Come segnalare la loro pericolosità agli umani che saranno sulla Terra tra 10.000 anni? O tra 250.000?

Una Montagna. I nostri prossimi diecimila anni con le scorie nucleari
John D’Agata
Codice, 2010
192 pagine, 16 euro

Siamo a sei minuti da mezzanotte

doomsdayLa mezzanotte si allontana di un minuto! Gli scienziati del Buletin of Atomic Scientists hanno messo indietro di un minuto la lancetta dell’orologio dell’apocalisse, il famoso Doomsday Clock che da 63 anni simboleggia il rischio che il genere umano distrugga il pianeta su cui vive per mezzo delle armi nucleari o altre tecnologie dagli effetti catastrofici. Una buona notizia, ma attenzione: siamo comunque a soli sei minuti dalla mezzanotte.

Questa volta il Buletin ha così spiegato lo spostamento della lancetta: "La cooperazione internazionale detta legge. Gli incontri tra Washington e Mosca per un accordo sul Trattato per la riduzione delle armi strategiche sono quasi completi, e sono già pianificat e negoziazioni per ulteriori riduzioni dell’arsenale atomico Usa e russo. In più, Obama è stato il primo presidente americano a chiedere pubblicamente un mondo senza armi nucleari". Inoltre, gli scienziati sottolineano come a Copenaghen i paesi del mondo si siano assunti la responsabilità di tagliare le emissioni di CO2 e limitare il riscaldamento globale a 2°C. Tre anni fa l’orologio era stato mosso in avanti, a cinque minuti da mezzanotte, a causa dei test nucleari della Corea del Nord, del rischio che l’Iran volesse dotarsi di armi atomiche, e per gli effetti sempre più devastanti del climate change.

Il Buletin of Atomic Scientists è una rivista pubblicata dal 1945 da un gruppo di fisici che avevano partecipato al Progetto Manhattan, cioè alla costruzione delle prime bombe atomiche. Preoccupati per l’uso militare dell’energia nucleare, da allora informano i cittadini dei rischi che la produzione di tali armi può causare per l’umanità e sono ormai uno dei gruppi simbolo del movimento per la pace. E l’Orologio dell’apocalisse simboleggia direttamente la possibilità che scienza e tecnologia vengano usate per distruggere il mondo. Qui puoi seguire i suoi spostamenti negli ultimi 63 anni.

Yukiya Amano, il nuovo direttore atomico

Il diplomatico giapponese Yukiya Amano è stato eletto Direttore generale dell’Agenzia atomica internazionale (Aiea). Amano è il quinto direttore generale della storia ormai più che cinquantenaria dell’agenzia. Sostituisce Mohamad El Baradei, che ha guidato la Aiea per tre mandati, cioè per dodici anni. E che per il suo lavoro ha anche vinto il premio Nobel per la pace nel 2005.

Amano, eletto dai membri della direzione dell’Aiea lo scorso 2 luglio con 23 voti a favore, 11 contrari e un astenuto, ha di fronte a sé un compito tutt’altro che facile. L’Agenzia internazionale per l’energia atomica, di base a Vienna e fondata nel 1957 per promuovere gli usi pacifici del nucleare e impedirne gli usi a scopo bellico, è un organismo dell’Onu di cui fanno parte ben 137 paesi.

Nel suo immediato futuro dovrà vedersela con il programma nucleare dell’Iran, per esempio, che sostiene di sviluppare tecnologie dell’atomo solo per scopi pacifici. O con Corea del Nord e Israele, che pur non essendo accreditati come possessori ufficiali di armi nucleari hanno numerose testate e non permettono le ispezioni dell’Agenzia, che secondo il Trattato di non-proliferazione sarebbero obbligatorie. E poi ci sono India e Pachistan, che effettuano test e possiedono alcune decine di testate nucleari ciascuno.