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Il Neandertal allo specchio

Lo scimmione si fa bello. Si trucca e si ingioiella nella sua grotta. E, nel farlo, dimostra a tutti di non essere poi così primitivo. È l’ultima scoperta sull’uomo di Neandertal, appena pubblicata sulla rivista scientifica Pnas da un gruppo di archeologi tra cui un italiano. Il gruppo infatti ha trovato in una caverna spagnola gioielli e pigmenti per il corpo, segno di una capacità di pensiero simbolico che finora non era mai stata riconosciuta.

I siti archeologici della Cueva de los Aviones e della Cueva Antón sono stati abitati dai cugini Neandertal 50 000 anni fa, diecimila anni prima dell’arrivo dei nostri antenati: gli scavi odierni vi hanno rinvenuto diverse conchiglie marine perforate e colorate, molto probabilmente ornamenti per il corpo, e colori ottenuti da minerali probabilmente usati per il body painting. Non è la prima volta che succede, ma in tutte le circostanze precedenti non era stata tanto certa l’attribuzione ai Neandertal piuttosto che ai Sapiens.
La cosa può essere curiosa, se pensiamo ai Neandertal come ai nostri cugini estinti che evidentemente ci assomigliavano più di quanto non pensassimo: può essere interessante sapere che non siamo gli unici a imbellettarci per sembrare più belli. Ma è soprattutto importante perché significa che i Neandertal avevano capacità cognitive simili alle nostre e un comportamento organizzato in simboli. Non più scimmioni stupidi, ma una specie capace di pensare, insomma. E persino di essere un po’ vanitosa.