
Si chiamano tutti e due ciclo, durano entrambi poco meno di un mese e entrambi sembrano avere pessimi effetti
sull’umore. Che cosa hanno in comune il ciclo mestruale con quello lunare? Secondo la leggenda il secondo influenzerebbe il primo. Ma secondo la scienza, non è affatto così. Lo spiegano bene gli autori di Dalla Luna alla Terra. Mitologia e realtà degli influssi lunari (Bollati Boringhieri, 2010), due fisici e un medico, tutti e tre o giornalisti o divulgatori, che ripercorrono in duecento pagine scorrevoli e intelligenti le leggende sui presunti effetti della Luna su di noi che abitiamo sulla Terra.
Cominciamo dalle questioni femminili. Chiedetevi, intanto, se tutte le ragazze che conoscete hanno le mestruazioni contemporaneamente, come dovrebbe essere se a influenzarle fosse la Luna, che è la stessa per tutte. Poi pensateci un attimo: il ciclo lunare è di 29,5 giorni, quello mestruale è di 28. Mica tanto uguali. E poi, se non siete convinti, spulciate la letteratura scientifica: troverete che tutti i dati a diposizione, anche quelli di chi è riuscito a identificare una qualche correlazione statistica apparentemente in grado di corroborare l’ipotesi, sono in grave contraddizione tra loro. Spiacenti, ma le mestruazioni sono un fenomeno umano e la Luna non c’entra niente. Così come non c’entra niente col sesso del figlio che vostra cugina porta in pancia, con il cattivo umore di vostra nonna, con gli esiti dell’intervento chirurgico del vostro vicino di casa. E, attenzione, ha pochissimo a che fare persino con la qualità del vino che bevete e con la folta chioma degli alberi del giardino della scuola. Che fa la Luna in ciel ve lo diranno, forse, gli astronomi e i poeti.
Dalla Luna alla Terra. Mitologia e realtà degli influssi lunari
Marta Erba, Gianluca Ranzini e Daniele Venturoli
Bollati Boringhieri, 2010
18,00 euro
Il giornalista scientifico del quotidiano inglese The Guardian, Ben Goldacre, è specializzato nello scovare gli errori della scienza, i suoi conflitti di interesse e i modi in cui le aziende farmaceutiche, cosmetiche, i nutrizionisi da salotto televisivo e i santoni new age ci vendono le loro pretese verità. Il suo libro La cattiva scienza, appena tradotto in italiano (Bruno Mondadori, 304 pagine, 22 euro) è stato scritto a partire dal suo lavoro quotidiano sul Guardian e sul suo divertente blog, badscience.net.
Le storie raccontate nel libro sono divertenti e ironiche, ma non perdono mai il loro contenuto di denuncia. Lo sguardo smaliziato di Goldacre regna su un panorama fatto di errori, ma soprattutto di inganni. E poi, che si parli di scuola, nutrizionisti, omeopatia, statistiche sbilenche o bufale mediatiche, Goldacre non fa altro che spiegarci come si fa buona scienza e buona informazione.
La cattiva scienza, infatti, non è solo un viaggio giornalistico, ma anche uno stimolo a leggere le notizie di scienza, a guardare le pubblicità, ad ascoltare un programma televisivo o una lezione di scuola con spirito critico. Magari, conoscendo meglio i meccanismi della buona scienza. E partecipando: non per nulla alla fine del libro Ben invita i lettori ad aprire un blog e cominciare a discutere di scienza, imparare a conoscere il lavoro dei ricercatori e raccontarlo. Anche se non siete giornalisti del Guardian!
Da dove vengono le nuove parole che usiamo per descrivere cose sconosciute legate alle scienze dello spazio? Spesso dalla fantascienza più che dagli stessi scienziati. Lo afferma un libro – vincitore dello Hugo Award – intitolato Brave new words. The Oxford dictionary of science fiction. L’autore, Jeff Prucher, raccoglie un sacco di parole ed espressioni usate per la prima volta in libri e film di fantascienza e poi finite ad arricchire il vocabolario della scienza.
Qualche esempio: uno dei termini più noti è Robotica, termine preso dal ceco robota (che significa lavorare) e usato dallo scrittore ceco Karel Čapek, nel 1920 nel suo racconto R.U.R.. Successivamente la parola è stata presa a prestito da Isaac Asimov per un suo racconto. Altre espressioni sono virus informatico, gravità zero, spazio profondo, gigante gassoso, worm, ingegneria genetica. Provate a scoprire la loro origine nei libri di fantascienza e il loro significato odierno.
Lo State of the World è un rapporto pubblicato ogni anno dal Worldwatch Institute, un istituto indipendente americano di ricerca su ambiente, inquinamento e sviluppo umano. Il report del 2009, pubblicato da Edizioni Ambiente (352 pagine, 22 euro) è composto da saggi scritti da 40 autori differenti. Ognuno di essi immagina di essere nel 2101, quando l’umanità è riuscita a sopravvivere agli effetti del riscaldamento globale. E racconta cosa ha fatto nel 2009 e negli anni immediatamente successivi per salvarsi dalla catastrofe e costruire un futuro migliore.
Un libro utopico nella forma, ma anche molto concreto nelle soluzioni immaginate e proposte per annullare l’impatto del climate change. E secondo tutti gli autori, non è troppo tardi per intervenire su agricoltura, ricerca, lavoro, città… leggete alcune delle soluzioni sul sito di Editoriale Ambiente.
È uscita per Codice Edizioni una nuova raccolta di scritti di Stephen Jay Gould, il famoso paleontologo, evoluzionista, storico della scienza e grande intellettuale scomparso nel 2002. In I Have Landed. Le storie, la Storia(450 pagine, 32 euro) troviamo un’antologia degli ultimi articoli pubblicati da Gould su Time, New York Times e altri giornali con cui collaborava.
Come sempre Gould parla di scienza per parlare di eguaglianza, di razzismo, di potere. Alla grande passione per la ricchezza del mondo naturale si aggiunge la sua capacità di rileggere i grandi del passato, da Darwin a Linneo a Marx, di partecipare ai dibattiti e agli scontri tutti politici su creazionismo ed evoluzione.
Il titolo del libro, che significa Sono sbarcato, si rifà al primo saggio che troviamo nell’indice: l’11 settembre 2001 è stato il centesimo anniversario dell’arrivo del nonno di Stephen Jay Gould a Ellis Island, in cerca di un futuro migliore. Parte da qui "la Storia" che guida il lettore all’interno delle pagine di I Have Landed.
Qui puoi leggere le recensioni di questo libro, ma in biblioteca puoi trovare le opere più famose di questo autore, come Bravo brontosauro o Intelligenza e pregiudizio.
L’evoluzione è di destra o di sinistra? Scopri cosa ne hanno detto negli ultimi 150 anni scienziati, politici, religiosi. Il libro di Daniela Cipolloni e Nicola Nosengo, Compagno Darwin, appena pubblicato da Sironi Editore (224 pagine, 16 euro), presenta tutti i tentativi di tirare la giacchetta di Charles Darwin e usare le sue idee per fare politica.
Il grande naturalista inglese sapeva che la teoria dell’evoluzione poteva sollevare dibattito in campi molto delicati come la religione o la politica, e fu molto cauto nel presentarle all’opinione pubblica. Ma chiese, tribunali, comunisti, liberali, creazionisti e chi più ne ha più ne metta cominciarono ancora prima della pubblicazione di L’origine delle specie a fare polemica e lanciarsi uno contro l’altro accuse e insulti.
Compagno Darwin è un libro semplice e divertente che ricostruisce la storia di quelle polemiche e scontri. E non crediate che sia finita: ancora oggi il dibattito è fortissimo, dall’Italia agli Stati Uniti e perfino in Turchia. Pensate che per difendere o attaccare Darwin negli ultimi anni si sono scomodati anche un paio di papi.
Una dei due autori, Daniela Cipolloni, ha presentato il libro a Radio Fragola di Trieste: puoi ascoltare l’intervista sul podcast.