In Italia si fuma un po’ meno
Finalmente, è il caso di dirlo, in Italia il numero dei fumatori ricomincia a calare pur restando molto elevato. Lo sostiene uno studio della Doxa per conto dell’Istituto superiore di sanità, della Lega italiana per la lotta contro i tumori e dell’ Istituto Mario Negri. Rispetto al 2009 i fumatori sono diminuiti del 5%, anche se continuano a essere più di 11 milioni di persone, 5,9 milioni di uomini e 5,2 milioni di donne. In percentuale si parla di più del 20% della popolazione italiana, neonati compresi.
Un altro dato è diverso tra popolazione maschile e femminile: gli uomini hanno smesso di più, passando dal 28,9% al 23,9%, contro il passaggio dal 22,3% al 19,7% delle donne. Un calo quasi doppio. Se vogliamo contare le sigarette, la Doxa stima che vengano fumate ogni giorno 13 sigarette per ogni fumatore, anche se il 43,3% dei tabagisti arriva a 24 al giorno e il 6% supera addirittura le 25.
Riguardo all’età dei fumatori, il gruppo maggiore è quello delle persone comprese tra 25 e 44 anni (26,6%), seguiti dalla fascia 45-64 anni (25,7%). E chi fuma comincia prestissimo: più di uno su tre accende la prima sigaretta prima di compiere 15 anni, più della metà prima dei 18: in totale quindi l’85% dei fumatori comincia a scuola, prima di diventare maggiorenne.
E le contromisure? Citiamo il disegno di legge firmato da Ignazio Marino e Antonio Tomassini. Se ne sta discutendo alla Commissione sanità del Senato e prevede il divieto di fumare per i minorenni (oggi il tabacco è vietato a chi ha meno di 16 anni). E poi, per rendere ancora più efficace la legge sul divieto di fumo nei locali pubblici, prevede di bandire le sigarette anche dagli spazi all’aperto di bar, ospedali, scuole e ristoranti. Infine, tra gli altri provvedimenti, propone anche di vietare il fumo mentre si è alla guida di un’automobile. Se verrà approvato, la vita sarà un po’ più dura per fumatori e fumatrici.
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