Rinnoviamo la tavola
Dopo otto anni dalla creazione dell’elemento chimico più pesante della tavola periodica, il 118, oggi è stato riempito il vuoto dato dall’elemento 117. La sua scoperta è stata possibile grazie a un team russo-americano che lo ha scoperto attraverso il bombardamento di una superficie di Berkelio (Bk) con ioni Calcio.
Gli elementi chimici fino al numero 92 (che rappresenta l’Uranio) sono presenti naturalmente in natura, perché hanno un’emivita lunga e una stabilità tale da permettere loro di rimanere a lungo sulla Terra. Al di sopra di questo peso atomico gli elementi chimici hanno un’emivita molto breve, e sono stati creati grazie ad accelerazioni atomiche. Fino agli anni Sessanta si credeva che maggiore fosse la massa atomica minore sarebbe stata l’emivita e la stabilità. Poi sono stati studiati particolari elementi, chiamati superpesanti, in cui il numero di protoni e neutroni garantirebbero quella che è stata definita un’isola di stabilità, anche ad alti pesi molecolari. Si tratta comunque di una stabilità breve, nell’ordine dei 70 millisecondi nel caso del 117.
Nella ricerca di questi elementi il Joint Institute for Nuclear Research (JINR) in Dubna (Russia) si è distinto per aver scoperto gli elementi superpesanti dal 113 al 116 e il 118. Anche in questo caso il JINR è stato protagonista della scoperta. I ricercatori americani del Oak Ridge National Laboratory in Tennessee (USA), hanno impiegato infatti più di un anno per preparare il Berkelio, una quantità grande quanto un’unghia, e poi si sono messi in moto velocemente verso il JINR, dove sono stati compiuti gli esperimenti, perché il Berkelio ha un’emivita di soli 314 giorni. Per cinque mesi questo è stato continuamente bombardato dal Calcio, e su migliaia di scontri sono stati rilevati sei atomi del 117, come potete leggere su Physical Review Letters. Secondo la convenzione del International Union of Pure and Applied Chemistry il nome del nuovo elemento è dato dalla traduzione latina di 117, cioè Ununseptium. Quando sarà confermata la sua presenza da altre prove sperimentali gli sarà concesso un nome più carino, come per l’ultimo elemento nominato nel 2010 Copernicio, ex Ununbio (112).







Le più grandi molecole organiche trovate finora nello spazio ci fanno sognare: sono dei derivati dell’alcol etilico, hanno profumo di rum e sapore di lampone. Se solo potessimo idealmente assaggiare la nube densa al centro della nostra Galassia, sarebbe come zucchero filato. Ma con il tranello, tra le molecole organiche presenti infatti c’è anche un potente veleno, il cianuro.