i geni dei cani e dei gatti
Le tigrature dei gatti e il mantello dei cani – due fenomeni da studiare analizzando… i geni. Lo hanno fatto due gruppi di ricerca che nelle ultime settimane hanno pubblicato i loro risultati su Genetics e su PNAS.
Il primo ha studiato il mantello dei gatti: perché le striature, le tigrature dei felini seguono degli schemi così precisi e si tramandano generazione dopo generazione? In questo caso, incrociando tra di loro gatti con mantelli differenti e poi studiando non solo come venivano trasmessi queste caratteristiche visibili, ma anche in che modo si tramandavano alcuni particolari geni, i ricercatori hanno scoperto geni coinvolti nel colore e nei pattern del mantello. Per farlo hanno inserito nelle molecole di dna dei marker molecolari che potevano poi essere "tracciati" nella generazione successiva, indicando quale regione del genoma si era modificata. Un risultato che potrebbe essere di aiuto anche per capire meglio l’uomo, per esempio alcune patologie della pelle.
Nel secondo caso invece alcuni biologi hanno studiato le caratteristiche delle diverse razze canine (non solo il mantello) per capire come i geni influenzano le differenze così grandi che ci sono, per esempio, tra un alano e un chihuahua. I ricercatori hanno veramente studiato razze molto diverse tra loro, come sharpei, jack russel terrier, beagle e border collie. Anche loro hanno usato marker molecolari per capire quali regioni del genoma erano coinvolte nei cambiamenti che si verificano quando si passa da una razza all’altra. In tutto hanno trovato 155 posizioni che avevano subito modifiche a causa del processo di selezione genetica, e che erano responsabili per esempio del tipo di mantello o del suo colore. Anche gli studi sul cane sono effettuati con la speranza di avere risultati utili anche per comprendere meglio le caratteristiche genetiche dell’essere umano.