Donne e scienza 2010
Donne e scienza, un binomio che sempre più spesso viene sottolineato da istituzioni internazionali. È il caso del premio Unesco "For women in science 2010", in collaborazione con… L’Oreal, che viene assegnato alle cinque ricercatrici che si sono distinte per i risultati ottenuti nel campo biomedico. Una per ogni continente: Africa, Asia-Pacifico, Nord America, Europa e America Latina. Ognuna ha vinto una borsa di studio di 100.000 dollari.
Andando in ordine di continente incontriamo Rashika El Ridi, egiziana, che ha lavorato a un vaccino contro la schistomiasi, una malattia tropicale che colpisce duecento milioni di persone. Poi Lourdes Cruz, filippina, per la scoperta di tossine di una lumaca marina che potranno essere usate come terapia del dolore e per studiare il funzionamento del cervello. La statunitense Elaine Fuchs (foto) per la scoperta di alcune cellule staminali coinvolte nello sviluppo e riparazione della pelle. La francese Anne Dejean-Assémat per la scoperta di alcuni meccanismi molecolari che sono alla base di tumori epatici e alcuni tipi di leucemia. Infine per l’America Latina Alejandra Bravo, messicana, per la scoperta dei meccanismi di azione di una tossina batterica efficace come insetticida ecologico.
Il premio è pensato per promuovere non solo la scienza al femminile, ma l’eccellenza nella ricerca svolta da donne. Anche nella scienza, come in molti altri settori dell’economia e della società, si parla infatti di "soffitto di cristallo": in molto paesi le discriminazioni sulla carta non esistono, e ai piani più bassi tra uomini e donne vige la parità. Ma quando si tratta di dirigenti, posizioni di prestigio e di responsabilità (e stipendi) maggiori, qualcosa di invisibile impedisce alle donne di arrivare.
Sul sito del premio potete trovare un profilo e un’intervista con ognuna delle cinque vincitrici


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Inoltre la spesa per la ricerca negli USA è attorno al 2,5% del prodotto interno lordo, quella europea 1,9%, mentre quella della Cina arriva solo all’1,5%. L’Italia è inferiore, e con il suo 1,1% è al penultimo posto tra le nazioni dell’Unione Europea. Tuttavia la Cina è in crescita, mentre l’Italia taglia i fondi alla ricerca. Questo significa che per l’Asia c’è un margine di crescita molto maggiore di quello occidentale, e che anche in futuro dovremo aspettarci un ulteriore aumento della forza scientifica cinese e asiatica.
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