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	<title>News &#187; eventi</title>
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	<description>Solo un altro blog Zanichelli Scienze</description>
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		<title>La ricerca inutile</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Jun 2010 07:01:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bianconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>

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		<description><![CDATA[La ricerca scientifica italiana &#232; di nuovo sotto assedio. Il Ministero delle finanze a fine maggio aveva annesso alla nuova finanziaria un decreto legge in cui un elenco di istituti di ricerca venivano considerati inutili, con l&#8217;intento di chiuderli o accorparli al Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR). 
Il decreto nominava pi&#249; di 200 centri, fondazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://scienze.zanichelli.it/notizie/2010/06/12/la-ricerca-inutile/" title="Link to La ricerca inutile"><img class="wppt_float_left" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/blogs.dir/2/files/wp-post-thumbnail/tgMIA.jpg" alt="" title="" width="50" height="50" /></a><p>La ricerca scientifica italiana &egrave; di nuovo sotto assedio. Il Ministero delle finanze a fine maggio aveva annesso alla nuova finanziaria un decreto legge in cui un elenco di istituti di ricerca venivano considerati inutili, con l&#8217;intento di chiuderli o accorparli al Consiglio Nazionale delle Ricerche (<a href="http://www.cnr.it/sitocnr/home.html">CNR</a>). </p>
<p>Il decreto nominava pi&ugrave; di 200 centri, fondazioni culturali e di ricerca, inclusi enti di importanza internazionale come la Stazione zoologica Anton Dohrn (<a href="http://www.szn.it/">SZN</a>) di Napoli, l&#8217;Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale di Trieste (<a href="http://www.ogs.trieste.it/Show/ShowUniversity/DataUniversity.aspx?IdLanguage=1">OGS</a>) e l&#8217;Istituto nazionale di alta matematica di Roma (<a href="http://www.altamatematica.it/">INDAM</a>). La stessa rivista <a href="http://news.sciencemag.org/scienceinsider/2010/06/italy-research-institutes-saved-.html"><em>Science</em></a> ha dedicato allo spiacevole episodio un articolo per descrivere l&#8217;importanza di questi centri di ricerca.</p>
<p>Gli scienziati coinvolti hanno firmato petizioni da migliaia di firme, non da ultimo a mettere fine alla questione si &egrave; mosso il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Il decreto sarebbe diventato operativo dopo approvazione del Parlamento entro 60 gg, ma Napolitano, che da poco aveva visitato la Stazione zoologica Anton Dohrn, si &egrave; detto contrario alla manovra. </p>
<p><img align="left" width="230" vspace="4" hspace="4" height="293" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/files/2010/06/provetta.jpg" alt="provetta" class="alignnone size-full wp-image-5278" />Molti dei centri nominati dal decreto sono indipendenti dal punto di vista organizzativo, e dipendono da fondi statali solo parzialmente. Come leggiamo sul sito dell&#8217;OGS infatti: &ldquo;I finanziamenti ministeriali garantiscono unicamente gli stipendi del personale di ruolo (170 persone) mentre gli stipendi del personale precario (110 persone) non sono a carico dello Stato ma esclusivamente dei progetti acquisiti dai ricercatori. L&#8217;eventuale accorpamento di OGS in un ente pi&ugrave; grande non rappresenta quindi alcun risparmio economico per il governo, piuttosto una perdita di efficienza e di operativit&agrave; con ricadute negative sulla capacit&agrave; di autofinanziamento e con il pericolo di disperdere conoscenze e risorse umane.&rdquo;</p>
<p>Il testo di <a href="http://oggiscienza.wordpress.com/2010/05/31/salviglienti/">legge</a> definitivo &egrave; stato molto ridimensionato, ma prevede comunque la soppressione di alcuni enti. Come sostiene Ferdinando Boero del SZN in una mail pessimistica a <em>ScienceInsider</em>: &ldquo;Il momento &egrave; buono per dei tagli decisi ai fondi statali. Questo pu&ograve; essere un altro modo per far chiudere i centri, invece di tagliare la testa alla vittima, soffocandola gradualmente.&rdquo;</p>
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		<title>Campi estivi di scienza 2010</title>
		<link>http://scienze.zanichelli.it/notizie/2010/06/11/campi-estivi-di-scienza-2010/</link>
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		<pubDate>Fri, 11 Jun 2010 09:56:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bianconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche quest&#8217;anno vi lasciamo con qualche indicazione di eventi, incontri e campi scuola di scienza organizzati per i ragazzi durante la pausa estiva scolastica. Essendo il 2010 l&#8217;anno dedicato alla biodiversit&#224;, questo &#232; il tema pi&#249; ricorrente, insieme a tutti i tipi di sport che possano mettere insieme scienza e movimento all&#8217;aperto.
Trieste: domani 12 giugno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://scienze.zanichelli.it/notizie/2010/06/11/campi-estivi-di-scienza-2010/" title="Link to Campi estivi di scienza 2010"><img class="wppt_float_left" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/blogs.dir/2/files/wp-post-thumbnail/EEkAh1.jpg" alt="" title="" width="50" height="50" /></a><p>Anche quest&#8217;anno vi lasciamo con qualche indicazione di eventi, incontri e campi scuola di scienza organizzati per i ragazzi durante la pausa estiva scolastica. Essendo il 2010 l&#8217;anno dedicato alla <a href="http://www.twentyten.net/Home/tabid/38/Default.aspx">biodiversit&agrave;</a>, questo &egrave; il tema pi&ugrave; ricorrente, insieme a tutti i tipi di sport che possano mettere insieme scienza e movimento all&#8217;aperto.</p>
<p><strong>Trieste</strong>: domani 12 giugno ricorre l&#8217;<a href="http://www.immaginarioscientifico.it/is1/notizie/tp_dett_openday10.html">Open Day</a> all&#8217;Immaginario scientifico di Grignano. Il Parco Scientifico e Tecnologico di Trieste apre i suoi laboratori al pubblico. Durante l&rsquo;intera giornata (dalle ore 10.00 alle ore 18.00) AREA organizza numerose attivit&agrave; collaterali, dedicate ai visitatori adulti e ai bambini, fra cui i laboratori &quot;Esplosioni di energia&quot;, a cura dell&#8217;Immaginario Scientifico. </p>
<p><strong>Firenze</strong>: oggi 11 giugno dalle 19 alle 23 OpenLab in occasione di <a href="http://www.eventi-firenze.it/2010/05/scienzestate-2010-al-polo-scientifico-e-tecnologico-di-sesto-fiorentino/">Scienzestate</a> spiegher&agrave; la scienza con cui entriamo in contatto ogni giorno, con un occhio di riguardo per i pi&ugrave; piccini, ai quali saranno dedicati alcuni percorsi tematici per comprendere molte cose vicine al loro mondo, ad esempio perch&eacute; si formano le bolle di sapone o come volano gli aquiloni.</p>
<p><strong>Roma</strong>: ad <a href="http://www.mdbr.it/news/index.asp">Explora</a>, il museo interattivo per bambini, inizia questo fine settimana una serie di incontri di scienza dedicati a loro, con mostre e laboratori in primo piano.</p>
<p><strong>Napoli</strong>: la fondazione <a href="http://www.idis.cittadellascienza.it/?p=19790">Idis Citt&agrave; della Scienza</a> organizza campi settimanali all&#8217;insegna dello sport (nuoto, scherma e tiro con l&#8217;arco) insieme a laboratori scientifici e creativi. Sono previste anche visite nell&rsquo;Area marina Protetta della Gaiola e in una fattoria didattica. Dal 14 giugno al 30 luglio.<br />
&nbsp;<br />
Per chi ha dai 6 anni in su sar&agrave; poi possibile vivere i campi avventura, sono numerosissimi, organizzati per esempio dal <a href="http://www.lineafigli.it/vacanze-in-citta-e-non-solo/campi-estivi/wwf-campi-avventura.html">WWF</a> o da <a href="http://www.legambientescuolaformazione.it/documenti/2010/Turismo/Estate2010.php">Legambiente</a>. Un&#8217;esperienza a contatto con la natura pu&ograve; essere fatta anche in giornata o durante i week-end presso i <a href="http://www.paesionline.it/zoo_e_safari.asp">bioparchi</a> e molti <a href="http://www.agriturismo.it/showall.asp?idextra=252">agriturismi</a>, che organizzano visite nei dintorni alla scoperta della biodiversit&agrave;.</p>
<p style="text-align: center"><img width="300" height="199" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/files/2010/06/bambini-300x199.jpg" alt="bambini" class="alignnone size-medium wp-image-5299" /></p>
<p style="text-align: center">&nbsp;</p>
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		<title>L’eruzione del vulcano islandese, a cura di Maurizio Parotto</title>
		<link>http://scienze.zanichelli.it/notizie/2010/05/02/approfondimento-leruzione-del-vulcano-islandese/</link>
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		<pubDate>Sun, 02 May 2010 10:04:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bianconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
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		<category><![CDATA[feature]]></category>
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		<category><![CDATA[scienze della Terra]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 20 marzo scorso il vulcano Eyjafjallaj&#246;kull, nel Sud dell&#8217;Islanda,&#160; ha ripreso dopo 187 anni la sua attivit&#224;, che si &#232; intensificata&#160; soprattutto dopo il 14 aprile. Per la posizione del vulcano, al di&#160; sotto di un grande ghiacciaio, la lava scagliata in alto e polverizzata si &#232; mescolata con il vapore dato dallo&#160;scioglimento del ghiaccio e ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://scienze.zanichelli.it/notizie/2010/05/02/approfondimento-leruzione-del-vulcano-islandese/" title="Link to L’eruzione del vulcano islandese, a cura di Maurizio Parotto"><img class="wppt_float_left" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/blogs.dir/2/files/wp-post-thumbnail/dEl32t.jpg" alt="" title="" width="50" height="50" /></a><p>Il 20 marzo scorso il vulcano <a href="http://Eyjafjallajokull http://it.wikipedia.org/wiki/Eyjafjallaj%C3%B6kull">Eyjafjallaj&ouml;kull</a>, nel Sud dell&#8217;Islanda,&nbsp; ha ripreso dopo 187 anni la sua attivit&agrave;, che si &egrave; intensificata&nbsp; soprattutto dopo il 14 aprile. Per la posizione del vulcano, al di&nbsp; sotto di un grande ghiacciaio, la lava scagliata in alto e polverizzata si &egrave; mescolata con il vapore dato dallo&nbsp;scioglimento del ghiaccio e ha dato origine&nbsp;ad una nube di polveri di enorme portata. La ripresa di attivit&agrave; del&nbsp;vulcano &egrave; stata conseguente all&#8217;apertura di una faglia di 2 km di lunghezza, che ha causato uno sciame sismico.</p>
<p>La nuvola di polvere ha proseguito il suo tragitto in direzione sud-est mettendo in crisi il traffico aereo per parecchi giorni. In tutta&nbsp; l&#8217;Europa centro-settentrionale i voli che prevedevano un transito in&nbsp; prossimit&agrave; della nube sono stati cancellati. Le polveri di Eyjafjallaj&ouml;kull sono formate, infatti, da schegge minuscole di vetro vulcanico, che possono danneggiare i motori dei veicoli aerei. Il 20 aprile &egrave; tornato alla normalit&agrave; il traffico aereo in Italia, nel resto dell&#8217;Europa i voli hanno subito cancellazioni per qualche altro giorno.</p>
<p>Secondo i geologi l&#8217;attivit&agrave; del vulcano sta diminuendo e ancora sono&nbsp; in discussione le conseguenze di questo straordinario evento sul clima a livello globale. Al momento sono state emesse pi&ugrave; di <a href="http://scienze.zanichelli.it/notizie/2010/04/22/il-vulcano-islandese/">200.000&nbsp;tonnellate</a> di ceneri, che si stanno muovendo tra i 3 e gli 8 km di altezza. L&#8217;ANSA fa sapere che le polveri oramai hanno raggiunto tutta l&#8217;Italia, ma i gruppi della rete <a href="http://www.sicurezzaonline.it/homep/infcro/infcro2010/infcro201004/infcro20100421.htm">Aeroclouds</a> del CNR, che stanno monitorando l&#8217;evento, hanno rilevato una concentrazione del particolato nettamente pi&ugrave; bassa di quella mostrata, per esempio, dai trasporti di sabbie sahariane. Con le piogge le ceneri saranno poi dilavate a terra.</p>
<p>Si comincia ora a tirare le somme dei danni: 1300 persone evacuate, strade chiuse e allagamenti dovuti allo scioglimento del ghiacciaio in Islanda. Le compagnie aeree lamentano poi forti perdite economiche per i 30.000 voli cancellati e accusano l&#8217;<a href="http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE63Q0I620100427">Unione Europea</a> di aver prolungato lo stato di emergenza oltre al necessario.</p>
<p><span id="more-4686"></span><strong>L&#8217;eruzione del vulcano Eyjafjallaj&ouml;kull &egrave; stata un fenomeno eccezionale?</strong></p>
<p>Questa eruzione non si pu&ograve; considerare un evento eccezionale per il semplice motivo che l&rsquo;Islanda &egrave; un&rsquo;isola totalmente vulcanica (grande quasi 1/3 dell&rsquo;Italia), in piena attivit&agrave; da oltre 15 milioni di anni. In effetti, &egrave; una parte emersa della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Dorsale_medio_atlantica">dorsale oceanica medio-atlantica</a>, la lunghissima lacerazione della crosta terrestre lungo la quale fuoriesce continuamente magma, che forma nuovo fondo oceanico, mentre le Americhe si allontanano progressivamente dall&rsquo;insieme Europa-Africa (altre parti di dorsale che emergono sono le isole <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Azzorre">Azzorre</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ascensione_%28isola%29">Ascensione</a> e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tristan_da_Cunha">Tristan da Cunha</a>). L&rsquo;attivit&agrave; vulcanica dell&rsquo;Islanda &egrave; ancora pi&ugrave; intensa che nel resto della dorsale perch&eacute; la zona &egrave; anche un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Punto_caldo">punto caldo</a>, cio&egrave; il punto di arrivo in superficie di un pennacchio di materiale caldissimo che risale dal sottostante <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mantello_terrestre">mantello</a>. L&rsquo;isola &egrave; attraversata da una fossa tettonica (cio&egrave; una depressione delimitata da numerosa <a href="http://scuola.zanichelli.it/online/barbonescienzeintegrate/files/2010/03/T04_01.pdf">faglie</a>), che rappresenta la sommit&agrave; della dorsale, la fascia di continuo allargamento della crosta. Il magma risale proprio attraverso fessure, lunghe anche molti kilometri, formate dalle faglie e alimenta un tipico vulcanismo con eruzioni dette di tipo islandese o lineare.</p>
<p style="text-align: center"><img width="550" height="454" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/uploads/image/fig 04 Islanda con fratture e vulcani(1).jpg" alt="" /></p>
<p style="text-align: center">(Schema geologico dell&rsquo;Islanda, con la fossa tettonica, le faglie principali e i vulcani &ndash; da F. Bullard, <em>I vulcani</em>, Newton Compton)</p>
<p style="text-align: left"><strong>Quali caratteristiche dell&#8217;eruzione ne rendono cos&igrave; pesanti le conseguenze?</strong></p>
<p>Le <a href="http://scuola.zanichelli.it/online/lupiaterra2ed/files/2009/03/terra_sintesi8.pdf">eruzioni lineari</a> sono precedute da sciami di scosse sismiche generate dai movimenti della crosta che provocano l&rsquo;apertura delle fessure. Il magma risale e trabocca in vaste colate di lava fluida, di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basalto">tipo basaltico</a>. Un&rsquo;altra caratteristica dei vulcani islandesi &egrave; la manifestazione di fasi di forte esplosivit&agrave;, durante le quali la lava viene soffiata fuori dai gas in espansione con tale energia da venire letteralmente polverizzata in milioni di minuscole bollicine, una vera schiuma, che i gas stessi trascinano verso l&rsquo;alto. Inoltre, la presenza di acqua che, per il calore liberato, si trasforma istantaneamente in giganteschi volumi di vapore, contribuisce a trascinare la colonna di materiale eruttato. Gas e polveri salgono cos&igrave; anche per molti kilometri e la nube viene presa in carico dai venti e trasportata anche su grandi distanze.</p>
<p>L&rsquo;attivit&agrave; esplosiva che accompagna l&rsquo;eruzione pu&ograve; formare anche coni di ceneri o di scorie, allineati lungo le fessure. In alcuni casi l&rsquo;attivit&agrave; si concentra in zone ristrette, in cui la sovrapposizione ripetuta di colate di lava e di ceneri porta alla formazione di edifici centrali, simili a vulcani-strato o anche a vulcani a scudo (come il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hekla">Monte Hekla</a> e il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Katla">Monte Katla</a>).</p>
<p style="text-align: center"><img width="500" height="323" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/uploads/image/shutterstock_51381151.jpg" alt="Il vulcano Eyjafjallaj&ouml;kull" /></p>
<p style="text-align: center">(Il vulcano Eyjafjallaj&ouml;kull)</p>
<p style="text-align: left"><strong>Che tipo di vulcano &egrave; il Eyjafjallaj&ouml;kull? Che tipo di rocce lo compongono?</strong></p>
<p style="text-align: left">L&rsquo;eruzione oggi in atto &egrave; alimentata, come quasi tutto il vulcanismo islandese, da magma di natura basaltica, che risale direttamente dal mantello. La lava (cos&igrave; si chiama il magma quando trabocca in superficie e perde i componenti gassosi in esso disciolti) &egrave; molto fluida e produce estese colate, ma forma anche accumuli di scorie o coltri di sottili ceneri.</p>
<p>Una caratteristica peculiare di molti vulcani islandesi &egrave; di essere coperti da ampi ghiacciai (durante l&rsquo;ultima <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cronologia_delle_glaciazioni">Era glaciale</a> l&rsquo;Islanda fu totalmente ricoperta da una calotta glaciale continentale spessa migliaia di metri). Si possono verificare cos&igrave; eruzioni superficiali, che con il loro calore fanno fondere il ghiaccio sottostante e danno origine a vasti laghi sbarrati da una diga di ghiaccio; quando questa crolla, grandi volumi di acqua e blocchi di ghiaccio si riversano nella regione circostante con inondazioni disastrose. Il vulcano Katla, sotto il ghiacciaio <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/M%C3%BDrdalsj%C3%B6kull">Mỳrdalsј&ouml;kull</a> (ј&ouml;kull= ghiacciaio), nell&rsquo;eruzione del 1918 produsse infatti un lago che si scaric&ograve; sulla pianura con portata di 200.000 m<sup>3</sup>/sec (per confronto: la portata del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rio_delle_Amazzoni">Rio delle Amazzoni</a>, il fiume pi&ugrave; grande del mondo, &egrave; di 50.000 m<sup>3</sup>/sec). Quell&rsquo;inondazione trasport&ograve; fango, sabbia e pietre e cambi&ograve; la topografia della zona costiera in cui si scaric&ograve;.</p>
<p style="text-align: center"><img width="300" height="183" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/files/2010/04/fig-03-Eruzione-tipo-islandese-300x183.jpg" alt="fig-03-Eruzione-tipo-islandese" class="alignnone size-medium wp-image-4697" /></p>
<p style="text-align: center">(Schema di eruzione di tipo islandese o lineare &ndash; da <span class="Apple-style-span"><span style="border-collapse: collapse;font-family: sans-serif;font-size: small" class="Apple-style-span">Lupia Palmieri, Parotto, </span></span><br />
<span class="Apple-style-span"><span style="border-collapse: collapse;font-family: sans-serif;font-size: small" class="Apple-style-span"><em>Il Globo terrestre e la sua  evoluzione</em> &ndash; sesta edizione, Zanichelli</span></span>, cap. 8, f. 5)</p>
<p style="text-align: center">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left"><strong>Quali caratteristiche della nube emessa dal vulcano la rendono cos&igrave; pericolosa per il traffico aereo? Ed &egrave; pericolosa per la salute?</strong></p>
<p>Le goccioline di lava in quota si raffreddano bruscamente e non si possono formare i tipici minerali in forma di cristalli delle normali <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Rocce_effusive">rocce effusive</a>; si formano, invece, particelle solide di vetro vulcanico (simile all&rsquo;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ossidiana">ossidiana</a>), un materiale fragile ma duro (nella scala della durezza di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Scala_di_Mohs">Mohs</a> circa 7, su un massimo di 10).</p>
<p>La natura di queste polveri (impropriamente chiamate ceneri) fu scoperta a seguito dell&rsquo;eruzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Krakatoa">Krakatoa</a> (tra le isole di Giava e Sumatra), avvenuta nel 1883, una delle pi&ugrave; grandi esplosioni vulcaniche mai osservate, che lanci&ograve; una colonna di polveri e gas a decine di kilometri di altezza. Queste nuvole di sottilissime polveri possono provocare danni a un aereo che le attraversi ad alta velocit&agrave;, sia abbassando l&rsquo;efficienza dei filtri, sia smerigliando letteralmente le superfici metalliche. Le esperienze non mancano: nel 1944 l&rsquo;eruzione del <a href="http://www.zanichelli.it/materiali/lupia-parotto/lupia_parotto_itinerario9.pdf">Vesuvio</a>, con grandi colonne di polveri, interruppe l&rsquo;attivit&agrave; degli aerei militari americani che operavano da campi nei dintorni di Napoli. Pi&ugrave; di recente, nel 1991, la gigantesca nube provocata dall&rsquo;eruzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pinatubo">Pinatubo</a>, nelle Filippine, salita fin nella <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Stratosfera">stratosfera</a>, ostacol&ograve; a lungo i voli e mise fuori uso una grande base aerea.</p>
<p style="text-align: center"><img width="300" height="213" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/files/2010/04/figura-2-300x213.png" alt="figura 2" class="alignnone size-medium wp-image-4689" /></p>
<p style="text-align: center">(Eruzione esplosiva del Pinatubo, nelle Filippine, nel 1991 &ndash; da <span class="Apple-style-span"><span style="border-collapse: collapse;font-family: sans-serif;font-size: small" class="Apple-style-span">Lupia Palmieri, Parotto, </span></span><br />
<span class="Apple-style-span"><span style="border-collapse: collapse;font-family: sans-serif;font-size: small" class="Apple-style-span"><em>Il Globo terrestre e la sua evoluzione</em> &ndash; sesta edizione, Zanichelli</span></span>,  cap. 8, f. 19)</p>
<p style="text-align: left">&nbsp;</p>
<p>La pericolosit&agrave; di queste polveri dipende dalla loro concentrazione; in ogni caso, una volta disperse nell&rsquo;atmosfera vengono diluite e ricadono lentamente, per essere dilavate dalle precipitazioni alle quote della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Troposfera">troposfera</a>.</p>
<p>La presenza di polveri nelle eruzioni vulcaniche islandesi non &egrave; rara:</p>
<ul>
<li>L&rsquo;eruzione del <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laki">vulcano Laki</a>, nel 1783, &egrave; considerata la pi&ugrave; grande eruzione avvenuta in tempi storici. Oltre a un grande volume di lava, produsse nubi eruttive da cui piovvero polveri su una vasta area.</li>
<li>La prima eruzione storica del Monte Hekla, il pi&ugrave; noto vulcano islandese, risale al 1104, e da allora si sono contate altre 15 eruzioni, ognuna di durata media di un anno. Le cronache riportano che i danni pi&ugrave; ingenti sono stati provocati dalle pesanti piogge di ceneri che hanno accompagnato le eruzioni. Nell&rsquo;eruzione del 1947-48, nel giro di un&rsquo;ora dall&rsquo;inizio dell&rsquo;attivit&agrave;, la nube carica di gas e polveri aveva raggiunto la quota di oltre 27.000 metri; 40 ore dopo si verificarono piogge di ceneri in Finlandia. La maggior parte delle polveri venne emessa nelle prime due ore di eruzione (una fase che pu&ograve; essere definita pliniana) e fu seguita da grandi emissioni di lava, che durarono per oltre un anno. Il vulcano torn&ograve; in attivit&agrave; nel 1970 e inizi&ograve; con una nube di polveri che sal&igrave; a 15.000 metri: in solo due ore vennero prodotti 10.000 m<sup>3</sup> di polveri.</li>
<li>Anche il <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Surtsey">vulcano Surtsey</a> &egrave; legato alla dorsale atlantica, ma &egrave; sorto a sud dell&rsquo;Islanda; la sua attivit&agrave; inizi&ograve; nel 1963, sotto il livello del mare (a 128 metri di profondit&agrave;), e si concluse dopo 3 anni e mezzo, quando si era formata un&rsquo;isola stabile, con una superficie di quasi 3 km<sup>2</sup>.&nbsp;</li>
</ul>
<p style="text-align: center"><img src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/uploads/image/fig-05-Krakatoa-polveri.jpg" alt="figura 3: Immagine al microscopio delle polveri dell&rsquo;eruzione del Krakatoa del 1883. (Time-Life, I vulcani, Mondadori)" style="width: 294px;height: 298px" class="alignnone size-medium wp-image-4690" /></p>
<p style="text-align: center">(Immagine al microscopio delle polveri dell&rsquo;eruzione del Krakatoa del 1883 &ndash; &copy; Time-Life, da <em>I vulcani</em>, Mondadori)</p>
<p style="text-align: center">&nbsp;</p>
<p style="text-align: left"><strong>Eventi come questo possono interferire sul clima a livello globale?</strong></p>
<p>L&rsquo;immissione di grandi volumi di polveri nell&rsquo;atmosfera e la loro diffusione ad alte quote da parte della circolazione dei venti pu&ograve; arrivare a modificazioni sensibili delle condizioni climatiche. Nel 1815 l&rsquo;eruzione del vulcano<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tambora"> Tambora</a>, nell&rsquo;Isola di Sumbawa (vicino a Giava, in Indonesia) disperse i suoi prodotti su un&rsquo;area di 2.500.000 km<sup>2 </sup>(pari a un quarto dell&rsquo;Europa). Piogge, venti e nevicate anche in agosto, con gelate improvvise, fecero del 1816 un anno senza estate, con perdita di raccolti e gravi carestie. L&rsquo;inverno successivo (1816-17) fu rigido, ma la primavera e l&rsquo;estate che seguirono tornarono ad essere normali.</p>
<p>La causa di quella breve ma intensa variazione climatica &egrave; stata provocata proprio dall&rsquo;enorme quantit&agrave; di polveri lanciate dal Tambora, con effetti osservati in varie parti del mondo. Le particelle di polveri sottili si comportano infatti come uno schermo che da un lato impedisce al calore solare di raggiungere la superficie terrestre, mentre dall&rsquo;altro permette alle radiazioni terrestri di raffreddamento, per irraggiamento del calore assorbito, di fluire liberamente all&rsquo;esterno. Alcune stime indicano che grandi eruzioni esplosive fanno diminuire l&rsquo;incidenza della radiazione solare del 10% per diversi mesi e su aree di dimensioni continentali, mentre le polveri vengono rimosse gradualmente dall&rsquo;atmosfera nel giro di alcuni anni. Le polveri dell&rsquo;eruzione del Krakatoa, salite fino a 40.000 metri, furono causa di spettacolari tramonti rossi, per la diffrazione prodotta dalle particelle sui raggi di luce man mano che il sole scendeva verso l&rsquo;orizzonte.</p>
<p>L&rsquo;eruzione in atto, per le dimensioni e per la diluizione delle polveri, non sembra in grado per ora di dare effetti sensibili sul clima (n&eacute; sui tramonti).</p>
<p><strong>Perch&eacute; gli esperti tengono d&#8217;occhio il vulcano vicino, il Katla?</strong></p>
<p>Il vulcano Katla &egrave;, in questo momento, un sorvegliato speciale. Si trova a circa 40 km dal vulcano&nbsp;Eyjafjallaj&ouml;kull, &egrave; ugualmente coperto da un ghiacciaio ed &egrave; stato protagonista di una grande eruzione subglaciale circa 90 anni fa. Si trova presumibilmente su una fessura parallela a quella che alimenta il vulcano in attivit&agrave; e pesca probabilmente nello stesso serbatoio magmatico. I movimenti della crosta in atto potrebbero sollecitare il riaprirsi della fessura e l&rsquo;innescarsi di un&rsquo;eruzione.</p>
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		<title>Doping a Vancouver</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Feb 2010 06:55:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bianconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[corpo umano]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
		<category><![CDATA[ematologia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160;
Questo fine settimana terminano le Olimpiadi invernali del 2010 a Vancouver (Canada), e la rivista National Geographic dedica un servizio al doping.&#160; Non si parla di pillole e veleni, ma del doping che prevede una trasfusione di sangue a poca distanza dalla gara. L&#8217;intento &#232; quello di avere in circolo pi&#249; globuli rossi che portano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://scienze.zanichelli.it/notizie/2010/02/27/doping-a-vancouver/" title="Link to Doping a Vancouver "><img class="wppt_float_left" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/blogs.dir/2/files/wp-post-thumbnail/DTsuVF.jpg" alt="" title="" width="50" height="50" /></a><p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left"><img width="101" vspace="4" hspace="4" height="121" align="right" class="alignnone size-full wp-image-3765" alt="vancouver" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/files/2010/02/vancouver.jpg" />Questo fine settimana terminano le <a href="http://vancouver.nonsolofitness.it/">Olimpiadi invernali del 2010 a Vancouver </a>(Canada), e la rivista <a href="http://news.nationalgeographic.com/news/2010/02/100212-vancouver-2010-olympics-blood-doping/"><em>National Geographic</em></a> dedica un servizio al doping.&nbsp; Non si parla di pillole e veleni, ma del doping che prevede una trasfusione di sangue a poca distanza dalla gara. L&#8217;intento &egrave; quello di avere in circolo pi&ugrave; globuli rossi che portano ossigeno ai muscoli. Muscoli pi&ugrave; ossigenati significa miglior performance e nessun crampo da acido lattico. </p>
<p><img width="214" vspace="4" hspace="4" height="300" align="left" class="alignnone size-medium wp-image-3766" alt="DOPING" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/files/2010/02/DOPING-214x300.jpg" />Le alternative in caso si cerchi di farla franca con questo tipo di doping sono due: una trasfusione di sangue di una persona estranea, detto <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trasfusione">eterologa</a>, o un salasso preventivo che viene poi ritrasfuso allo stesso atleta prima della gara. In entrambi i casi il rischio di essere beccati c&#8217;&egrave; e i danni per la salute non sono da sottovalutare. <a href="http://www.cc.nih.gov/about/news/mfp/mfp99/99bios/klein.html">Harvey Klein</a>, capo di medicina trasfusionale al <a href="http://www.cc.nih.gov/index.html">U.S. National Institutes of Health</a>, avverte che una trasfusione eterologa &egrave; facile da scovare perch&eacute; con un&#8217;analisi delle cellule del sangue si possono distinguere proteine diverse sulla superficie.</p>
<p>In entrambi i casi poi la misurazione dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emoglobina">emoglobina</a> sarebbe alta in modo sospetto. Proprio dall&#8217; aumento dei globuli rossi, e della conseguente emoglobina, derivano anche gli effetti dannosi del doping ematico. Il sangue infatti diventa pi&ugrave; compatto, circola con maggior difficolt&agrave; con rischio di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Trombosi">trombosi</a> e disidratazione. Inoltre il sangue &egrave; un ottimo veicolo di infezioni, sia preesistenti sia successive alla preparazione in condizioni di scarsa igiene. </p>
<p>Per promuovere l&#8217;incremento dei globuli rossi esistono metodi pi&ugrave; sicuri e soprattutto naturali: una regolare attivit&agrave; fisica, una buona alimentazione o vivere ad alte altitudini. Ma se queste argomentazioni non vi hanno ancora convinto, <a href="http://faculty.pharmacology.ucla.edu/institution/personnel?personnel_id=45462">Don Catlin</a>, ricercatore del laboratorio anti-doping dell&#8217;Universit&agrave; della California, Los Angeles, avverte che prossimamente la <a href="http://www.faqs.org/sports-science/Us-Z-and-bibliography/World-Anti-Doping-Agency-WADA.html">World Anti-Doping Administration</a> svilupper&agrave; un test che riesce a rilevare le tracce chimiche tipiche del sangue che proviene da sacche trasfusionali.</p>
<p>
&nbsp;</p>
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		<title>Do you speak Na&#8217;vi?</title>
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		<pubDate>Sat, 06 Feb 2010 06:44:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bianconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[antropologia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[biologia]]></category>
		<category><![CDATA[linguistica]]></category>

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		<description><![CDATA[Inventare una lingua dal nulla sembra un&#8217;impresa estremamente difficile, forse anche un po&#8217; folle. Eppure il termine che possiamo usare per descrivere Paul Frommer, professore di linguistica della Marshall School of business (California), &#232; appassionato. &#200; lui l&#8217;ideatore della lingua dei Na&#8217;vi, gli umanoidi alieni del nuovo film di James Cameron Avatar.
Nel 2005, quando il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://scienze.zanichelli.it/notizie/2010/02/06/do-you-speak-navi/" title="Link to Do you speak Na'vi?"><img class="wppt_float_left" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/blogs.dir/2/files/wp-post-thumbnail/MUhroW.jpg" alt="" title="" width="50" height="50" /></a><p>Inventare una lingua dal nulla sembra un&#8217;impresa estremamente difficile, forse anche un po&#8217; folle. Eppure il termine che possiamo usare per descrivere <a href="http://marshallapps.usc.edu/portal/subapps/digitalmeasures/faculty.jsp?surveyId=48767">Paul Frommer</a>, professore di linguistica della Marshall School of business (California), &egrave; appassionato. &Egrave; lui l&#8217;ideatore della <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_Na'vi">lingua dei Na&#8217;vi</a>, gli umanoidi alieni del nuovo film di James Cameron <a href="http://www.avatarmovie.com/index.html"><em>Avatar</em></a>.</p>
<p>Nel 2005, quando il film era ancora in fase di sceneggiatura, il regista <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/James_Cameron">James Cameron</a> aveva preparato una lista di parole da sottoporre a Frommer, secondo il linguista di vaga fonetica polinesiana. La richiesta era che a partire da quel breve elenco Frommer costruisse una vera lingua, nuova e completa. Doveva essere facile per gli attori da pronunciare e nello stesso tempo non assomigliare a nessuna delle lingue esistenti. &quot;James voleva anche che la lingua fosse piacevole da ascoltare, che avesse un buon appeal sul pubblico&quot; ha detto Frommer in un&#8217;<a href="http://www.npr.org/templates/story/story.php?storyId=121350582">intervista radiofonica</a>. Dopo aver deciso il suono generale della lingua si &egrave; passati all&#8217;intonazione, in questo caso a <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Fonetica_articolatoria">consonanti eiettive</a>, ricco di suoni come tx, px e kx. In un secondo tempo &egrave; stato costruito un vocabolario di mille parole, una nuova sintassi e <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Morfologia_(linguistica)">morfologia</a>.</p>
<p style="text-align: center"><img width="500" vspace="4" hspace="4" height="329" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/files/2010/02/6a00d8341c630a53ef0120a7732155970b-800wi.jpg" alt="153850_FROMMER_MAM" class="alignnone size-full wp-image-3587" />
</p>
<p style="text-align: left">
Qualche dato tecnico: il Na&#8217;vi ha sette vocali, venti consonanti. Per alcuni tratti assomiglia al latino e le vocali possono apparire in sequenza come nel polinesiano o nel giapponese. Ha un accento differenziativo: per esempio t&uacute;te [ˈtutɛ] &egrave; &laquo;persona&raquo;, ma tut&eacute; [tuˈtɛ] &egrave; &laquo;persona femminile&raquo;. Dopo la fase di studio a tavolino &egrave; stato il momento di mettere alla prova la lingua: Frommer ha registrato delle lezioni per gli attori e li ha seguiti sul set per aiutarli con l&#8217;intonazione. La sua presenza era sempre indispensabile per la traduzione di eventuali modifiche di sceneggiatura. Leggi la storia della sua esperienza su <a href="http://www.sciencemag.org/cgi/search?fulltext=frommer&amp;issue=5960&amp;journal_search_keyword_go.x=13&amp;journal_search_keyword_go.y=7&amp;journal_search_keyword_go=go"><em>Science</em></a>.</p>
<p>Quello che Frommer si augura &egrave; che la nuova lingua venga apprezzata dai fan del film, un po&#8217; come &egrave; successo in passato per la lingua <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lingua_klingon">Klingon</a> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Star_Trek"><em>Star Trek</em></a>. Ammette infatti: &quot;Il Klingon ha veramente una vita propria, esiste persino una traduzione di <em>Amleto</em> in linguaggio Klingon. Se il Na&#8217;vi si avvicinasse anche solo lontanamente a questo risultato ne sarei entusiasta&quot;. Se volete provare a imparare la nuova lingua ecco un breve <a href="http://www.learnnavi.org/navi-vocabulary/">vocabolario</a> per iniziare. Sullo stesso <a href="http://www.learnnavi.org">sito</a> anche le regole di base di grammatica e fonetica.</p>
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		<title>Colonie estive, sulla Luna</title>
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		<pubDate>Fri, 17 Jul 2009 08:47:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bianconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[astronomia]]></category>
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		<description><![CDATA[Una volta le chiamavano colonie, poi per una questione di democrazia semantica li abbiamo battezzati campi estivi. Parliamo delle iniziative ludico estive dedicate ai bambini d&#8217;estate. Oggi l&#8217;offerta &#232; molto vasta e non mancano le occasioni per ragazzi di tutte le et&#224; di imparare divertendosi, per una toccata e fuga nel mondo della scienza anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://scienze.zanichelli.it/notizie/2009/07/17/colonie-estive-sulla-luna/" title="Link to Colonie estive, sulla Luna"><img class="wppt_float_left" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/blogs.dir/2/files/wp-post-thumbnail/bKHSVb.jpg" alt="" title="" width="50" height="50" /></a><p>Una volta le chiamavano colonie, poi per una questione di democrazia semantica li abbiamo battezzati campi estivi. Parliamo delle iniziative ludico estive dedicate ai bambini d&#8217;estate. Oggi l&#8217;offerta &egrave; molto vasta e non mancano le occasioni per ragazzi di tutte le et&agrave; di imparare divertendosi, per una toccata e fuga nel mondo della scienza anche durante il periodo estivo in citt&agrave; o durante i giorni di villeggiatura con i genitori. Quest&#8217;anno, in occasione della ricorrenza dei quarant&#8217;anni dallo sbarco sulla Luna (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_11">20 luglio 1969</a>), diversi campi estivi hanno proprio come tema lo spazio.</p>
<p><img hspace="4" height="270" width="180" vspace="4" align="left" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/uploads/image/Giuliam%20Bianconi/Astronomy.jpg" /></p>
<div>Per chi rimarr&agrave; in citt&agrave; a Roma, o per chi visiter&agrave; la capitale, il complesso di Villa Torlonia <a href="http://www.technotown.it/servizi/news.html">Tecnotown</a>, laboratorio scientifico permanente presso il Villino Medioevale, dedicher&agrave; le aperture serali estive alla Luna, con simulazioni di addestramento e missioni spaziali. &quot;Spazio ai bambini&quot; sar&agrave; una postazione di gioco a cura dell&rsquo;<a href="http://www.asi.it/">Agenzia Spaziale Italiana</a> dove sar&agrave; riprodotto un vero Lander lunare gonfiabile circondato da rocce, crateri e alcuni piccoli igloo, in rappresentanza di un futuribile insediamento umano. Dal marted&igrave; alla domenica i ragazzi potranno partecipare ai laboratori settimanali, legati come tema alla rassegna &ldquo;Gioca con&hellip;&rdquo; che si tiene ogni venerd&igrave; sera. Queste serate vedono impegnati esperti e grandi personaggi del mondo della scienza in un tema scientifico affrontato in chiave giocosa e interattiva. Tra gli argomenti ricordiamo oltre alle stelle, la musica, la botanica e l&#8217;etologia. (Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria allo 060608). Calendario delle serate a tema: su <a href="http://www.technotown.it/servizi/news.html">http://www.technotown.it/servizi/news.html</a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Rimanendo sempre in tema di educazione estiva per bambini a Parma &quot;Scienza estate&quot;, grazie all&#8217;Associazione Culturale Googol e alla Scuola Munari, organizza dal 6 luglio fino al 12 settembre il campo estivo &quot;Dalla Terra alla Luna&quot;, un modo nuovo e alternativo per i bambini di vivere e toccare la scienza per un paio di settimane. Un percorso didattico-ludico che porter&agrave; dalla Terra alla Luna attraverso tre tappe, diversificate in base alle et&agrave;: &quot;viaggi fantastici&quot;, &quot;luci e suoni dallo spazio&quot;, &quot;Luna&quot;, &quot;Sole e stelle&quot;. Tra le attivit&agrave; sono previste anche lezioni di inglese tenute da insegnanti madrelingua.</div>
<div>Per informazioni visitate il sito&nbsp;<a href="http://www.googol.it/index.html">http://www.googol.it/index.html</a></div>
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		<title>Vincere la Luna</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 09:40:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bianconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[astronomia]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[fisica]]></category>

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		<description><![CDATA[Per celebrare il quarantesimo anniversario dallo sbarco sulla Luna avvenuto il 20 luglio 1969, la rivista americana New Scientist ha organizzato una competizione e come premio ha messo in palio un pezzo del nostro satellite naturale.&#160;
Quando Neil Armstrong &#232; uscito dal modulo spaziale Apollo 11 e per primo ha toccato il suolo lunare ha sottolineato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<a href="http://scienze.zanichelli.it/notizie/2009/07/03/vincere-la-luna/" title="Link to Vincere la Luna"><img class="wppt_float_left" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/blogs.dir/2/files/wp-post-thumbnail/j6uIvR.jpg" alt="" title="" width="50" height="50" /></a><p>Per celebrare il quarantesimo anniversario dallo sbarco sulla Luna avvenuto il 20 luglio 1969, la rivista americana <em><a href="http://www.newscientist.com">New Scientist</a></em> ha organizzato una competizione e come premio ha messo in palio un pezzo del nostro satellite naturale.&nbsp;</p>
<div>Quando <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Neil_Armstrong">Neil Armstrong</a> &egrave; uscito dal modulo spaziale <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Apollo_11">Apollo 11</a> e per primo ha toccato il suolo lunare ha sottolineato l&#8217;evento con la frase: &quot;Un piccolo passo per un uomo, un grande balzo per l&#8217;umanit&agrave;&quot;. Ispirandosi a queste parole e pensando a qualcosa di nuovo e altrettanto significativo, lo scopo della competizione &egrave; quello di scrivere una frase alternativa a quella di Armstrong e mandarla alla rivista. La migliore sar&agrave; premiata con un pezzo di Luna.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center"><img width="300" vspace="4" hspace="4" height="225" align="middle" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/uploads/image/Giuliam%20Bianconi/moon-news.jpg" alt="" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La frase non deve essere pi&ugrave; lunga di 75 caratteri inclusi gli spazi, bisogna compilare poi un questionario non dimenticando la propria email, che servir&agrave; per contattare il vincitore. La scadenza per l&#8217;invio della frase &egrave; il 29 giugno, la pubblicazione dei risultati sar&agrave; presente sul numero della rivista del 18 luglio.&nbsp;Per saperne di pi&ugrave; visita il sito:&nbsp;<a href="http://www.newscientist.com">www.newscientist.com</a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il premio &egrave; un meteorite di origine lunare trovato dal collezionista francese Luc Labenne, nella regione del Dhofar (Oman), al confine con lo Yemen. Il pezzo &egrave; stato autenticato da molti esperti, tra cui i ricercatori dell&#8217;<a href="http://www.ucla.edu/">Universit&agrave; della California</a>, e dallo stesso Colin Pillinger (<a href="http://www.open.ac.uk/">Open University, UK</a>), che aveva esaminato i campioni lunari dell&#8217;Apollo 11. Secondo Pillinger i meteoriti lunari sono &quot;i pi&ugrave; difficili da distinguere rispetto alle rocce terrestri, e proprio per questo sono anche i pi&ugrave; ricercati dai collezionisti&quot;. Guarda il video di descrizione del meteorite su <a href="http://www.newscientist.com/articlevideo/dn17213/25921834001-competition-win-a-piece-of-moon-rock.html">http://www.newscientist.com/articlevideo/dn17213/25921834001-competition-win-a-piece-of-moon-rock.html</a></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
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		<title>Inaugurato il Klimahaus, museo del clima</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 07:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bianconi</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[chimica]]></category>
		<category><![CDATA[climatologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 27 giugno scorso ha aperto in Germania il primo museo interattivo dedicato ai climi della Terra: il &#34;Klimahaus 8&#176;Est&#34;, ovvero &#34;la casa del clima all&#8217;ottavo grado di longitudine est&#34;. Si trova in prossimit&#224; del porto della citt&#224; di Bremerhaven, nella parte nord della Germania.
Si tratta di una struttura di vetro, simile a una nuvola, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 giugno scorso ha aperto in Germania il primo museo interattivo dedicato ai climi della Terra: il &quot;Klimahaus 8&deg;Est&quot;, ovvero &quot;la casa del clima all&#8217;ottavo grado di longitudine est&quot;. Si trova in prossimit&agrave; del porto della citt&agrave; di <a href="http://maps.google.it/maps?hl=it&amp;tab=w">Bremerhaven</a>, nella parte nord della Germania.</p>
<div>Si tratta di una struttura di vetro, simile a una nuvola, con tre aree distinte e per un totale di 11.000 metri quadri. L&#8217;intero museo &egrave; dedicato a spiegare i <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Classificazione_dei_climi_di_K&ouml;ppen">diversi climi </a>del nostro pianeta: desertico, tropicale, alpino, tramite un percorso prestabilito nel quale il visitatore pu&ograve; immergersi in luoghi diversi fedelmente riprodotti.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le sezioni principali sono quattro: <em>Viaggio</em>, <em>Elementi</em>, <em>Prospettive</em> e <em>Possibilit&agrave;</em>. Nella prima suggestiva sezione si passa verso otto diversi luoghi con altrettanti distinti climi, seguendo l&#8217;ottavo grado di longitudine est dalla Germania al Polo Sud e ritorno. Si parte dal clima piovoso di Bremerhaven, per poi visitare le montagne alpine svizzere. Si sperimenta a questo punto il clima italiano della costa sarda, e si passa cos&igrave; da -2&deg; C a +30&deg; C, una bella prova per i visitatori. Di seguito ci si immerge nei climi africani di Niger (<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sahel">deserto del Sahel</a>) e Camerun, per poi passare all&#8217; Antartide, alle isole Samoa, e infine alla tundra dell&#8217;Alaska.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La seconda sezione <em>Elementi</em> &egrave; dedicata agli elementi principali della Terra e alle loro relazioni nel determinare il clima. In questa sezione sono presenti pi&ugrave; di 100 exhibit interattivi che includono giochi con i raggi solari e la creazione di una piccola tempesta&nbsp;personale. Nel reparto <em>Prospettive</em> si sperimenta il clima a partire dalla preistoria fino ad una prospettiva futura del 2050. Infine una quarta parte &egrave; dedicata alla comprensione di quello che succede a causa dell&#8217;intervento dell&#8217;uomo sul clima, non a caso la sezione dedicata si chiama<em> Possibilit&agrave;</em>, e spiega quali sono le scelte personali che ognuno pu&ograve; intraprendere per vivere in maniera ecosostenibile e contribuire alla preservazione del pianeta.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per saperne di pi&ugrave; guarda il filmato in 3D sul museo: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=L7N2ybgt4FA">http://www.youtube.com/watch?v=L7N2ybgt4FA</a>, e il sito nominale&nbsp;<a href="http://www.klimahaus-bremerhaven.de/">www.klimahaus-bremerhaven.de/</a>, (in tedesco).</div>
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<div style="text-align: center; "><img width="300" height="236" vspace="4" hspace="4" align="middle" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/uploads/image/Giuliam%20Bianconi/Klimahaus.jpg" /></div>
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		<title>Scienza in arancione</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 10:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Bencivelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[scienza]]></category>
		<category><![CDATA[religione]]></category>

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		<description><![CDATA[In genere si occupano di spiritualit&#224;, di cose immateriali, di benessere interiore e di ascesi. Vivono ritirati, sulle cime himalaiane, meditano e compiono gli stessi gesti, immutati da secoli, vestiti d&#8217;arancione e col capo rasato. Ma adesso, anche per i monaci tibetani, &#232; giunto il momento di imparare un po&#8217; di scienza. Dal moto dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In genere si occupano di spiritualit&agrave;, di cose immateriali, di benessere interiore e di ascesi. Vivono ritirati, sulle cime himalaiane, meditano e compiono gli stessi gesti, immutati da secoli, vestiti d&rsquo;arancione e col capo rasato. Ma adesso, anche per i monaci tibetani, &egrave; giunto il momento di imparare un po&rsquo; di scienza. Dal moto dei gravi alla struttura del Dna, dal Big bang alla teoria dell&rsquo;evoluzione: per novantuno di loro, maschi e femmine tra i venti e i quarant&rsquo;anni, &egrave; suonata la campanella. E nelle prossime quattro settimane, grazie ai docenti della americana Emory University, torneranno sui banchi di scuola.</p>
<div>Sede delle lezioni &egrave; la scuola di Dharamsala, nell&rsquo;India del nord, terra di esilio del Dalai Lama. Ed &egrave; proprio il Dalai Lama ad aver incoraggiato questa svolta, predicando a lungo il rinnovamento dei programmi educativi dei monaci buddisti, perch&eacute; introducessero l&rsquo;insegnamento della scienza a fianco delle tradizioni tibetane. Ma come si fa a conciliare l&rsquo;idea della resurrezione (fondamentale per il buddismo) con il metodo scientifico? Secondo il Dalai Lama, non c&rsquo;&egrave; nessun problema: si tratta di due approcci investigativi con lo stesso scopo, la comprensione del mondo, ma non in contrapposizione. E poi tibetani sono in esilio da cinquant&rsquo;anni (e in India vivono 120 000 profughi, fuggiti dai tempi dell&rsquo;invasione cinese): devono mantenere viva la loro cultura ma non devono isolarsi, pena l&rsquo;estinzione. Per questo &egrave; necessario impegnarsi per capire il mondo, anche al prezzo di cominciare a studiare matematica e biologia a quasi quarant&rsquo;anni.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center"><img alt="" style="width:382px; height: 250px" src="http://scienze.zanichelli.it/notizie/wp-content/uploads/image/tibet.jpg" /></div>
<div style="text-align: center">&nbsp;</div>
<div style="text-align: center"><span><span style="font-size: smaller"><span style="font-family: Arial">(foto di Ajay Pillarisetti dal nytimes)</span></span></span></div>
<div style="text-align: center">&nbsp;</div>
<div>Il programma non &egrave; il primo di questo tipo. Nel 2001 ci fu Science for Monks (Scienza per monaci), lanciato da un filantropo bostoniano. Di entrambe le iniziative, delle loro prospettive e delle loro difficolt&agrave;, parla un lungo articolo del <a href="http://www.nytimes.com/2009/06/30/science/30monks.html?_r=1&amp;ref=science">New York Times </a>(da cui viene anche questa foto). Sul tema si&nbsp;pu&ograve; anche consultare la <a href="http://www.thetibetpost.com/en/features/science-a-environment/227-first-science-exhibition-by-tibetan-monastics-in-dharamshala">stampa locale</a>&nbsp;e i suoi <a href="http://www.tibetsun.com/features/2009/06/30/tibetan-monks-and-nuns-turn-their-minds-toward-science/">articoli online</a>.</div>
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		<title>How do you say &#8220;figuraccia&#8221;?</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Jun 2009 10:00:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvia Bencivelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[politica della scienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Un contropiede. Una finta che ha disorientato e deluso tutti. Il nostro governo ha cancellato il G8 della scienza e la rivista Nature ha raccontato in questi termini nella homepage del suo sito Internet un po&#8217; della politica italiana. Senza risparmiare niente al nostro paese: &#8220;perdita di credibilit&#224;&#8221; e &#8220;decisione deplorevole&#8221; , per una decisione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un contropiede. Una finta che ha disorientato e deluso tutti. Il nostro governo ha cancellato il G8 della scienza e la<a href="http://www.nature.com/news/2009/090617/full/news.2009.579.html"> rivista <em>Nature</em></a> ha raccontato in questi termini nella homepage del suo sito Internet un po&rsquo; della politica italiana. Senza risparmiare niente al nostro paese: &ldquo;perdita di credibilit&agrave;&rdquo; e &ldquo;decisione deplorevole&rdquo; , per una decisione &ldquo;inattesa e misteriosa&rdquo;. Ma che cos&rsquo;&egrave; il G8 della scienza e perch&egrave; tanta acrimonia da parte di una rivista scientifica che si occupa soprattutto di biologia molecolare e di fisica delle particelle?</p>
<p>
Il meeting era uno degli incontri cornice al <a href="http://www.g8italia2009.it/G8/G8-G8_Layout_locale-1199882089535_Home.htm">G8</a> previsto per l&rsquo;8 luglio all&rsquo;Aquila. In quell&rsquo;occasione si incontreranno i capi di stato dei paesi pi&ugrave; ricchi del mondo (anzi, pi&ugrave; industrializzati: nell&rsquo;ordine Stati Uniti, Giappone, Germania, Regno Unito, Francia, Italia, Canada e Russia) per discutere di politica internazionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&rsquo;appuntamento &egrave; in Italia perch&egrave; la presidenza attuale, assunta a rotazione, &egrave; oggi italiana. Da qualche anno, prima del G8 si tengono alcune sessioni su temi specifici, ai quali partecipano i relativi ministri: agricoltura, ambiente, energia, finanze, giustizia, lavoro, sviluppo. E scienza, appunto, per discutere temi globali come i cambiamenti climatici, le politiche energetiche, l&rsquo;invecchiamento della popolazione. Ma questo meeting, per &ldquo;misteriose&rdquo; ragioni organizzative, &egrave; stato cancellato all&rsquo;ultimo tuffo. Il risultato &egrave; che al G8, di scienza, non si parler&agrave;.</p>
<p>
Non &egrave; difficile capire allora perch&egrave; <em>Nature</em>, e i direttori delle accademie scientifiche europee che <em>Nature</em> ha intervistato, abbiano perso il suo consueto aplomb britannico nel trattare la vicenda. Il G8 della scienza, che avrebbe dovuto aprire i battenti domani, ha peraltro avuto una vita tormentata sin dall&rsquo;inizio: avrebbe dovuto tenersi a Lucca, poi, in tutta fretta, si &egrave; deciso di spostarlo a Lesmo in Brianza, precisamente a Villa Gernetto, dove sta per nascere la privata Universit&agrave; del pensiero liberale, riconducibile al presidente del consiglio Silvio Berlusconi.</p>
<p>Il governo italiano, dice <em>Nature</em>, non ha fornito spiegazioni chiare per la cancellazione ed &egrave; la prima volta che succede una cosa cos&igrave;. Non solo: il ministro dell&rsquo;educazione, l&rsquo;universit&agrave; e la ricerca scientifica non ha nemmeno risposto alle telefonate e alle mail dei giornalisti di <em>Nature</em>. Intanto, il ministero italiano si &egrave; affrettato a diffondere una nota in cui si parla di una semplice posticipazione della data.&nbsp;</p>
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