Il genoma dei bushmen
La tribù Ju/hoansi, in Namibia, è il più antico gruppo umano conosciuto. Questi cacciatori-raccoglitori, o "bushmen", rappresentano la linea genetica più vecchia tra quelle che compongono il genere umano. Ora ricercatori americani e australiani, appoggiati da diverse aziende che vendono servizi di sequenziamento genetico, hanno sequenziato i genomi di quattro anziani capitribù, di più di ottant’anni, e di un altro anziano bantù (vedi immagine da Nature). Le loro identità sono state tutte rese pubbliche sull’articolo di Nature, la rivista che ha pubblicato lo studio. Il bantù è niente di meno che il famoso arcivescovo e Nobel per la pace Desmond Tutu, che discende dalle etnie Tswana e Nguni.
Tutti i dati genetici e medici dei partecipanti sono stati pubblicati su GenBank, un database ad accesso aperto, e quindi tutti i ricercatori del mondo potranno usarli per i loro studi. Tutu, per esempio, nel corso della sua vita ha avuto poliomielite, cancro alla prostata e tubercolosi, tutte patologie con una componente genetica.
Una delle prima scoperte è che la variabilità genetica tra questi quattro uomini è maggiore di quella media tra un europeo e un asiatico, come sottolineano gli autori dello studio. "Per sapere in che modo i geni influiscono sulla salute, dobbiamo conoscere il range completo della variabilità genetica, e l’Africa del sud è il posto in cui cercarla", ha dichiarato Webb Miller, professore di biologia e informatica alla Penn State University negli Stati Uniti.
Desmond Tutu è l’ultimo personaggio famoso a sottoporsi a sequenziamento del genoma e a rendere pubblici i dati. Nello studio pubblicato da Nature, per esempio, i genomi dei bushmen africani venivano comparati con quello di Craig Venter, il famosissimo biologo che ha partecipato alla gara per il sequenziamento del genoma umano.


Il primo ha studiato il
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