Senza fosforo non si coltiva
Il fosforo contenuto nei terreni sta diminuendo. E l’effetto potrebbe essere un ulteriore contraccolpo per la sicurezza alimentare, soprattutto nei paesi più poveri, come sostiene un articolo del sito dedicato a scienza e sviluppo SciDev. La causa della diminuzione di questo minerale dai suoli coltivati sarebbe dovuto alla coltivazioni di fagioli e altri legumi che ne assorbono dal terreno una quantità più elevata di quella introdotta con la concimazione.
Per scoprirlo i ricercatori canadesi autori della ricerca hanno studiato per nove anni i flussi di fosforo nei cereali e legumi di tutto il mondo, trovando degli squilibri tra quello inserito nei terreni e quello estratto dalle piante. Il fosforo infatti è un elemento indispensabile alla crescita delle piante, e la sua diminuzione in alcune aree del mondo potrebbe avere effetti devastanti sull’agricoltura. In particolare, l’Asia sembra essere il continente in cui questo squilibrio è maggiore, e quindi quello più a rischio per possibili effetti negativi di tipo alimentare, sociale e ambientale. Anche in molte aree dell’Africa tuttavia la carenza di fosforo è sempre più diffusa e comincia a far sentire i suoi effetti sulla fertilità dei terreni coltivati.
Contemporaneamente, intanto, il prezzo dei fertilizzanti contenenti fosforo sta aumentando, e molti tipi di suolo ne hanno un bisogno disperato in quanto naturalmente carenti di questo minerale oppure, se lo contengono, non è in forma biodisponibile per il metabolismo delle piante coltivate.
A questo link puoi trovare uno schema del ciclo del fosforo nel terreno