Sorridi, mister Einstein!
Dovendo inventare un robot capace di imitare le nostre espressioni facciali, di sorridere, di mostrare disgusto, rabbia o paura, come lo immaginereste? Gli scienziati dell’università della California a San Diego non hanno avuto dubbi. Ecco a voi un redivivo Einstein, fatto di plastica, circuiti e microchip.
Per gli scienziati, si tratta di un passo avanti nella robotica: nessun altro gruppo, spiegano, ha insegnato a un robot a imitare le espressioni del nostro viso in questo modo. Il gruppo ha infatti connesso alcuni motori molto sottili a trenta muscoli facciali del volto in gomma del robot (quello di Einstein, appunto) e poi lo ha programmato per fare quello che fanno i bambini quando imparano a muoversi e a controllare il corpo nello spazio: un processo che gli psicologi chiamano body babbling e che può essere tradotto come balbettio del corpo. Per questo, il robot è stato messo di fronte a uno specchio e, grazie a un software per il riconoscimento delle espressioni del volto, ha imparato a capire quali sentimenti stava mostrando con il movimento del suoi trenta muscoli di gomma.
Il robot, ammettono gli scienziati, difficilmente potrà essere scambiato per il vero Einstein: ci sono ancora diverse cosette da migliorare. Verificatelo voi stessi guardando questo video.
Questo video è dell’università della California a San Diego. Lo si può vedere in tanti articoli, a corredo della descrizione del robot e delle interviste agli ingegneri che lo hanno progettato, come questo su Live Science o questo su Science Daily. Per approfondire e trovare link interessante su questa e altre invenzioni, si può andare in cerca di spunti sui siti istituzionali, come questo, in cui Einstein viene rappresentato con una buffa parrucca.