La formica è viva o morta?
Le pompe funebri, nelle città delle formiche, funzionano a naso. Una nuova ricerca, appena pubblicata su Pnas, ha infatti mostrato che gli individui vivi emettono un odore caratteristico, segno di vita, che scompare al momento del decesso. Ed è proprio l’assenza dell’odore a segnalare alle compagne la necessità di smaltire il corpo della collega passata a miglior vita, per garantire l’allontanamento di una fonte di sostanze potenzialmente tossiche e di una sorgente di patogeni.
La scoperta spiegherebbe perché lo smaltimento dei cadaveri, presso le formiche è tanto rapido ed efficiente: non c’è la necessità di aspettare le reazioni chimiche post mortem per riconoscere il vivo dal morto. È sufficiente riconoscere l’assenza dell’odore tipico della vita, un odore che dice alle colleghe: aspetta, non seppellirmi, sono ancora vivo (a voler essere macabri, è il contrario di quello che succede da noi). L’esperimento lo avrebbe mostrato tramite il cronometraggio dei tempi di smaltimento dei cadaveri e la misura della concentrazione di due molecole che sono presenti nella cuticola delle formiche vive ma scompaiono nel giro di 40 minuti dopo la loro morte. Se qualcuno, arrivato fino a qui, si stesse chiedendo lo scopo di una ricerca sulle pompe funebri dei formicai, provi a pensare a quanto è utile, per le nostre società, una gestione corretta dei rifiuti, compresi quelli rappresentati dai nostri resti organici. E provi a ricordare la paralisi delle nostre città sommerse dai rifiuti durante l’estate. Le formiche se la cavano molto meglio di noi.
Della ricerca si parla in diversi articoli on line. Per approfondire, si può leggere quello di Science News, o quello del New Scientist o uno dei tanti blog di appassionati di formiche, come questo.