Genetica per una muccapiù
Lo zoo della genomica ha fatto un altro acquisto: la mucca. Dopo il cane, il pidocchio, il verme, lo scimpanzé, il macaco, l’ornitorinco e l’uomo, anche il suo Dna oggi non ha più segreti. Grazie a un paziente lavoro durato sei anni, nel quale sono stati coinvolti 300 biologi di 25 paesi, è adesso possibile leggere i segreti genetici della mucca (per gli scienziati, Bos taurus) e capire, per esempio, come aumentare la produzione di carne e di latte. O riconoscere i meccanismi infettivi del prione responsabile della cosiddetta malattia della mucca pazza. O, ancora, risolvere il problema delle emissioni di gas negli allevamenti, dovuto a una ovvia (e rumorosa) questione digestiva.
Il genoma della mucca è stato pubblicato sulla rivista Science: il gruppo internazionale di scienziati è il Bovine Genome Sequencing Project ed è composto anche da ricercatori italiani. Il risultato è stata la lettura di 22 000 geni di cui l’80% in comune con gli esseri umani, più di quelli che abbiamo in comune con ratti e topi: ed ecco la prima importante scoperta. Si è poi seguita la sequenza di riarrangiamenti genici legata ai secoli di convivenza con l’uomo che ne ha diretto l’evoluzione secondo i suoi fini, rendendo la mucca un animale capace di convertire erba (un alimento a bassa energia) in latte e carne (ad alta energia).