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Cyber Zar per la sicurezza informatica

Le reti di comunicazione sono sicure? Non sempre, nemmeno per le università. Un editoriale di Nature, preoccupato per le minacce dei cyber-criminali che si infiltrano nelle reti, si spinge addirittura a proporre ai centri di ricerca di adottare misure di portata simile a quelle che si stanno studiando per affrontare la crisi finanziaria, il cambiamento climatico o le pandemie infettive.

Stiamo parlando di virus informatici come il noto Conficker, o degli attacchi che dagli anni novanta sono aumentati di numero e di intensità, e che secondo Nature non sono più opera di giovani hacker isolati ma anche di reti criminali organizzate che si occupano di spamming o spionaggio industriale.

Quindi, azioni coordinate e forte leadership da parte dei governi di tutto il mondo, ma anche un ruolo più attivo da parte delle università per evitare un vero e proprio cyber-Katrina (l’uragano che ha colpito gli Stati uniti nel 2005), come l’ha definito un senatore Usa. Il senato Usa infatti sta discutendo due leggi in materia: una darebbe al presidente la possibilità di definire gli standard di cybersicurezza e di nominare un Cyber-zar, un responsabile nazionale per la sicurezza informatica. L’altra, quella che più sta a cuore ai ricercatori, darebbe alla National Science Foundation il compito di fare ricerca ed educazione sul tema, grazie a un finanziamento di 1,7 miliardi di dollari.

Anche la Commissione Europea da parte sua sta cercando di rinforzare le sue capacità di prevenire e rispondere agli attacchi cyber, anche in questo caso con la creazione di una figura di un Mister Sicurezza contro malware e cracker.