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Globuli rossi, trasportatori di farmaci

I globuli rossi non trasportano solo l’ossigeno, ma da oggi anche i farmaci. Uno studio italiano pubblicato su The American journal of Gastroenterology da Vito Annese e i colleghi dell’Ospedale Casa sollievo della sofferenza-IRCCS di San Giovanni Rotondo valuta l’efficacia della somministrazione di farmaci non per bocca ma all’interno dei globuli rossi. 

Funziona così: al paziente viene prelevato un po’ di sangue. Questo viene processato da un macchinario che fa entrare nei globuli rossi il farmaco, e poi viene trasfuso allo stesso paziente. In questo modo farmaci che devono essere somministrati per tanti mesi possono essere usati senza gli effetti collaterali dati dalla terapia per bocca.

Questo studio infatti è stato svolto per ridurre gli effetti collaterali dovuti all’utilizzo continuo del cortisone per via orale in malattie croniche come la colite ulcerosa e il Morbo di Crohn. Il cortisone (desametasone sodio fosfato) quando somministrato per più di sei mesi può provocare diabete, osteoporosi e ipertensione.  

Gli studi clinici eseguiti sono stati diversi. In uno di questi 40 pazienti venivano divisi in tre gruppi. Ad alcuni veniva somministrato cortisone per via orale, ad altri placebo e infine ad alcuni veniva dato il farmaco tramite una trasfusione di sangue mensile. L’efficacia della terapia si presentava nel 80% dei casi trattati con il farmaco, ma i pazienti trasfusi non avevano sviluppato effetti collaterali, contrariamente a quelli che seguivano la cura per bocca. E questi risultati si sono ottenuti nonostante il dosaggio notevolmente ridotto di cortisone: 10-15 mg al mese invece dei 15-30 mg della compressa giornaliera.