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	<title>FisicaMente &#187; geofisica</title>
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	<description>La passione della scienza, il piacere di esplorare il mondo</description>
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		<title>Dall&#8217;acqua tiepida agli astronauti</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Feb 2009 10:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Paolo Cavallo</dc:creator>
				<category><![CDATA[sistemi complessi]]></category>
		<category><![CDATA[termodinamica]]></category>
		<category><![CDATA[atmosfera]]></category>
		<category><![CDATA[geofisica]]></category>
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		<description><![CDATA[Qualche tempo fa, durante una lezione di fisica, una studentessa sollev&#242; un problema:

A casa ho il forno a microonde e ho cercato di usarlo per preparare il t&#232;. Metto un bicchiere d&#8217;acqua nel forno e lo accendo. Dopo poco tempo l&#8217;acqua bolle visibilmente. Ma, quando tiro fuori il bicchiere per preparare il t&#232;, mi accorgo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, durante una lezione di fisica, una studentessa sollev&ograve; un problema:</p>
<blockquote>
<p>A casa ho il forno a microonde e ho cercato di usarlo per preparare il t&egrave;. Metto un bicchiere d&#8217;acqua nel forno e lo accendo. Dopo poco tempo l&#8217;acqua bolle visibilmente. Ma, quando tiro fuori il bicchiere per preparare il t&egrave;, mi accorgo che l&#8217;acqua si raffredda molto rapidamente ed &egrave; subito tiepida.</p>
<p><em>Perch&eacute; l&#8217;acqua bollente preparata con il forno a microonde si raffredda prima?</em></p>
</blockquote>
<p>Stavamo appunto discutendo del funzionamento del forno a microonde. Avevo raccontato come le molecole d&#8217;acqua &#8212; ma questo lo sapevano gi&agrave; dalle lezioni di chimica &#8212; siano <em>polari</em>, cio&egrave;, pur essendo complessivamente neutre dal punto di vista elettrico, presentino un eccesso di carica positiva a un estremo e uno di carica negativa all&#8217;altro. Il forno genera un campo elettrico oscillante con una frequenza di circa 1 GHz (1 gigahertz, un miliardo di oscillazioni al secondo): in tale campo le molecole d&#8217;acqua tendono a oscillare anch&#8217;esse, ma interagendo le une con le altre trasformano rapidamente quelle oscillazioni in moti disordinati che si traducono in un aumento di temperatura. Questo gli studenti che avevo davanti erano preparati a capirlo, almeno in teoria. Ecco per&ograve; che si presentava un fatto singolare &#8212; il rapido raffreddamento dell&#8217;acqua che era stata scaldata altrettanto rapidamente &#8212; che li spingeva a tentare di ragionare secondo analogie fantasiose, non pi&ugrave; legate a ci&ograve; che avevano imparato. Forse, proponeva qualcuno, l&#8217;acqua si raffreddava in fretta perch&eacute; era stata scaldata in fretta. Ma naturalmente una &quot;regola&quot; del genere nessuno era in grado di giustificarla con un meccanismo fisico&#8230;</p>
<p>Sono stato cos&igrave; fortunato, dal punto di vista didattico, da capire quale fosse la soluzione. Non avevo mai osservato direttamente il fenomeno, ma sapevo che l&#8217;acqua calda &egrave; acqua calda, e si raffredda allo stesso modo qualsiasi sia la tecnica adoperata per riscaldarla. Ma sapevo anche che la velocit&agrave; di raffreddamento dipende da altri fattori: ad esempio, da quanta acqua fosse stata in effetti scaldata&#8230;</p>
<p>Ho fatto un disegno alla lavagna e ho chiesto alla studentessa se esso riproducesse la situazione con le corrette proporzioni. In particolare, mi premeva sapere se il centro del forno coincidesse con gli strati superiori dell&#8217;acqua nel bicchiere. In effetti era proprio cos&igrave;.</p>
<p style="text-align: center;"><img height="205" align="middle" width="200" alt="t&egrave; nel microonde" src="http://scienze.zanichelli.it/fisicamente/wp-content/uploads/image/Microonde.gif" /></p>
<p>Ecco allora cosa &egrave; successo, ho concluso trionfante. Le oscillazioni del campo elettrico si concentrano al centro del forno, quindi le molecole d&#8217;acqua che si trovano in alto si scaldano rapidamente e gli strati superiori arrivano subito all&#8217;ebollizione. Quelli inferiori, per&ograve;, restano relativamente freddi. Quando tiriamo fuori il bicchiere e immergiamo la bustina del t&egrave;, i movimenti rimescolano l&#8217;acqua e la portano alla temperatura media, che risulta appena tiepida&#8230; Gli studenti erano impressionati. Vuoi vedere che la fisica riesce <em>davvero</em> a spiegare qualcosa?</p>
<p>La chiave del problema &egrave; che in questo caso il riscaldamento avviene <em>dall&#8217;alto</em>. Quando riscaldiamo l&#8217;acqua con un fornello a gas, il riscaldamento avviene <em>dal basso</em> e questo innesca un meccanismo decisivo chiamato <em>convezione</em>. Gli strati di acqua pi&ugrave; caldi si espandono e sono di conseguenza meno densi. Tendono perci&ograve; a galleggiare e salgono verso la superficie. Gli strati superiori pi&ugrave; freddi sono pi&ugrave; densi e tendono nel frattempo ad affondare. Questo &egrave; il principio di Archimede, noto a tutti. Si stabiliscono cos&igrave; dei moti circolari all&#8217;interno dell&#8217;acqua, che la rimescolano mantenendo i diversi strati pi&ugrave; o meno alla stessa temperatura. Il fenomeno &egrave; sfruttato anche nel riscaldamento casalingo, come potete vedere in questo video:</p>
<p style="text-align: center;"><object height="344" width="425"><param value="http://www.youtube.com/v/5pG-tkbQgMo&amp;hl=it&amp;fs=1" name="movie" /><param value="true" name="allowFullScreen" /><param value="always" name="allowscriptaccess" /><embed height="344" width="425" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/5pG-tkbQgMo&amp;hl=it&amp;fs=1"></embed></object></p>
<p>Se scaldiamo un fluido <em>dall&#8217;alto</em>, gli strati meno densi sono gi&agrave; in alto e quelli pi&ugrave; densi in basso. C&#8217;&egrave; equilibrio meccanico, perch&eacute; chi deve galleggiare <em>galleggia gi&agrave;</em>. Non si creano i <em>moti convettivi</em> e l&#8217;acqua non si rimescola. Ottenete un po&#8217; di acqua calda sopra e un po&#8217; di acqua fredda sotto. Ovvero: acqua tiepida.</p>
<p>I moti convettivi sono ben noti e sono importanti in tutte le situazioni in cui un fluido &egrave; scaldato dal di sotto. Una di queste si produce all&#8217;interno della Terra, dove le rocce fuse del mantello sono scaldate dal calore radioattivo proveniente dal nucleo sottostante. &Egrave; il moto di rimescolamento che ne consegue ad aprire fratture nella crosta &#8212; in particolare lungo la Dorsale Medio Atlantica &#8212; e a spostare le zolle tettoniche provocando il fenomeno della deriva dei continenti. Anche la circolazione delle masse d&#8217;aria nell&#8217;atmosfera &egrave; un fenomeno convettivo, legato al fatto che l&#8217;atmosfera &egrave; appunto scaldata dal basso, dal suolo che assorbe gran parte della radiazione solare e perci&ograve; si scalda a sua volta.</p>
<p>Anche se la convezione &egrave; un fenomeno conosciuto da molto tempo, esiste una parte della fisica moderna, lo studio delle <em>strutture dissipative</em> e dei fenomeni di <em>organizzazione spontanea</em>, nel quale ha un&#8217;importanza notevole un fenomeno legato ad essa. Si tratta delle <em>celle di B&eacute;nard</em>, un reticolo di strutture regolari che si forma spontaneamente alla superficie di uno strato sottile di fluido scaldato dal di sotto. Ecco due immagini di questo processo:</p>
<p style="text-align: center;"><img height="191" width="200" alt="Celle di B&eacute;nard alla superficie di un liquido" src="http://scienze.zanichelli.it/fisicamente/wp-content/uploads/image/Celle%20di%20B%C3%A9nard%200.gif" />&nbsp;&nbsp;&nbsp; <img height="133" width="200" alt="Tracciati di particelle in celle di B&eacute;nard" src="http://scienze.zanichelli.it/fisicamente/wp-content/uploads/image/Celle%20di%20B%C3%A9nard%201.jpg" /></p>
<p>Ma cosa succede quando non c&#8217;&egrave; un &quot;sotto&quot; e un &quot;sopra&quot;? Noi tutti sappiamo chi stabilisce la differenza fra il basso e l&#8217;alto: &egrave; la forza di gravit&agrave;, naturalmente. Cosa succede in assenza di gravit&agrave;?</p>
<p>Non si tratta di una questione accademica. Gli astronauti che vivono e lavorano nella ISS, la Stazione Spaziale Internazionale che orbita intorno alla Terra a un&#8217;altitudine media di 370 km, si trovano appunto in una condizione di assenza effettiva di gravit&agrave;. Li abbiamo visti tante volte galleggiare liberamente come se fossero privi di peso. Anche se tale condizione pu&ograve; sembrare piacevole, essa comporta in realt&agrave; moltissimi problemi. Uno di essi &egrave; quello che succede durante il sonno.</p>
<p>Gli astronauti non vanno a letto, perch&eacute; in assenza di gravit&agrave; la cosa &egrave; inutile. Si allacciano a delle cinghe che evitano loro di fluttuare pericolosamente mentre dormono. Per&ograve;, in assenza di gravit&agrave;, non ci sono nemmeno i moti convettivi. L&#8217;aria non circola spontaneamente, come fa qui al suolo senza che noi neppure ci pensiamo. L&#8217;anidride carbonica espirata da un astronauta addormentato non va da nessuna parte da sola, e resterebbe accanto al volto, portando lentamente all&#8217;asfissia l&#8217;astronauta. Perci&ograve;, quando un astronauta va a dormire, deve stare attento a disporre di un meccanismo di circolazione forzata dell&#8217;aria. Un ventilatore, insomma.</p>
<p>Pensateci, la prossima volta che vi rannicchiate sotto le coperte&#8230;</p>
<p>Per approfondire:</p>
<p><a href="http://homepages.see.leeds.ac.uk/~eargah/Conv.html">Una simulazione dei moti convettivi nel mantello terrestre</a></p>
<p><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/B%C3%A9nard_cells">Una discussione delle celle di B&eacute;nard</a></p>
<p><a href="http://www.auditorium.com/eventi/4935976">Il podcast di una tavola rotonda sui viaggi spaziali al Festival della Scienza di Roma del 2009</a></p>
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