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	<title>Biologia e dintorni &#187; salute</title>
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	<description>Pensieri, cellule e molecole della vita quotidiana</description>
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		<title>Quante vite umane salva una buona stufa?</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 14:44:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Vozza</dc:creator>
				<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[fumo]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[stufe]]></category>

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		<description><![CDATA[Cibo? Medicine? Acqua pulita? A volte basta una buona stufa da cucina, di quelle che non fanno fumo, a salvare tante vite umane.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img alt="san lorenzo" width="100" height="74" vspace="0" hspace="10" align="left" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/san_lorenzo.JPG" />San Lorenzo &egrave; un piccolo villaggio del Guatemala a quasi 3000 metri sul livello del mare. Dall&rsquo;altezza uno si immagina un&rsquo;aria immacolata, da cima del Cristallo, e bambini dalle gote rosse come Heidi. Eppure non &egrave; proprio cos&igrave;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span id="more-435"></span></div>
<div>Asma, bronchiti e polmoniti colpiscono i piccoli di San Lorenzo molto pi&ugrave; della media. La causa principale, banalissima, &egrave; il fumo prodotto dai fuochi per la cucina. Lo ha provato <a href="http://ehs.sph.berkeley.edu/krsmith/page.asp?id=1">Kirk Smith, professore all&rsquo;Universit&agrave; di Berkeley</a> e fra i maggiori esperti al mondo di inquinamento indoor, in uno <a href="http://ehs.sph.berkeley.edu/guat/page.asp?id=33">straordinario studio</a> che merita di essere raccontato.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: left">Negli anni &rsquo;90 Smith comincia a seguire pi&ugrave; di 500 famiglie del villaggio, scegliendole in base a due criteri: la presenza di donne incinte e di bambini sotto i 4 mesi di et&agrave;. <a href="http://jstream.uoregon.edu/respireguatemala/randomization.mpg">Come potete vedere in questo video</a>,&nbsp;le famiglie sono divise a caso in due gruppi: nelle case del primo gruppo si installano stufe per cucinare che non fanno fumo (sono collegate all&rsquo;esterno tramite una canna fumaria e un camino), mentre l&rsquo;altro gruppo continua a cucinare su un semplice fuoco (dopo due anni anche al secondo gruppo saranno donate le stufe pi&ugrave; moderne). E ovunque nella casa, sui muri e sui vestiti delle donne e dei bambini, sono distribuiti sensori e trasmettitori elettronici in grado di raccogliere dati sulle emissioni di particelle, il livello di monossido di carbonio e tanto altro. Potete vedere i due tipi di cucina e i sensori in queste <a href="http://ehs.sph.berkeley.edu/krsmith/presentations/Berkeley%20Briefing%20Jun%2009.pdf">foto tratte da una presentazione di Smith</a> e <a href="http://jstream.uoregon.edu/respireguatemala/colocation.mpg">in questo video</a> come si &egrave; svolto lo studio:</div>
<div style="text-align: left">&nbsp;</div>
<div style="text-align: center"><img width="500" height="292" align="middle" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/guatemala_cucine.JPG" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img width="0" height="0" align="middle" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/guatemala_cucine.JPG" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center"><img width="500" height="375" align="middle" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/Immagine(4).jpg" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ogni settimana il gruppo di Smith esegue un check-up alle famiglie e combina i dati medici con quelli raccolti dai sensori, seguendo cos&igrave; l&rsquo;esposizione personale agli inquinanti e i loro effetti in tempo reale. Attraverso i dati rilevati dallo studio, Smith sa se le persone escono o meno dalla stanza quando accendono il fuoco; sa quanto fumo c&rsquo;&egrave; nella stanza quando tossiscono; sa quanto monossido di carbonio c&rsquo;&egrave; nel loro respiro e cos&igrave; via.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>Dal fumo delle stufe alla Fondazione Gates</b></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Le stanze dove si cucina in modo pulito hanno le pareti chiare e l&rsquo;aria trasparente; quelle dove si accendono fuochi sono tutte nere e dense di aria spessa e irrespirabile. L&rsquo;apparenza per&ograve; non basta a cambiare questa situazione: ci vogliono dati inoppugnabili, e Smith ne ha da vendere. Per la prima volta &egrave; possibile dimostrare che i bambini che abitano nelle case con le cucine&laquo;moderne&raquo; hanno una probabilit&agrave; fra il 65 e l&rsquo;85% inferiore di contrarre la polmonite rispetto a quelli che vivono a contatto con i fuochi. I numeri, impressionanti e pubblicati in una <a href="http://ehs.sph.berkeley.edu/krsmith/publications/2009%20pubs/LancetPapers.zip">serie di articoli su <em>Lancet</em></a>, convincono varie ONG, fra cui la <a href="http://www.gatesfoundation.org/Pages/home.aspx">Fondazione Gates</a>, a stanziare generosi finanziamenti per lo sviluppo e l&rsquo;introduzione di stufe da cucina pulite in molti paesi poveri.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>S&igrave;, perch&eacute; oltre agli abitanti di San Lorenzo, ci sono 3 miliardi di persone che nel mondo cucinano bruciando legno, carbone, letame o altri combustibili solidi. Il &nbsp;numero di vite umane che si possono salvare con stufe migliori si aggira sui 2 milioni in 2 anni (le stime sono pubblicate sulla serie di Lancet). Sono ordini di grandezza paragonabili agli effetti dei vaccini contro le malattie infettive.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>Un profumo letale</b></div>
<div>Secondo i parametri dell&rsquo;<a href="http://www.epa.gov/">Environmental Protection Agency</a> americana, l&rsquo;aria &egrave; pulita quando contiene meno di 15 microgrammi di particelle sottili per metro cubo; una concentrazione 5 volte superiore fa suonare l&rsquo;allarme anti-fumo; un fuoco medio ne produce 300 volte di pi&ugrave;, e lentamente uccide. Per quanto dolce sia il profumo del caminetto, il fumo prodotto dal legno che brucia &egrave; una miscela nociva di agenti chimici fra cui benzene, formaldeide, diossina e altro. Ogni foglia in pi&ugrave; vi aggiunge i propri composti, formando un fumo talmente corrosivo da consumare un pezzo di acciaio non trattato in meno di un anno. Gli effetti sull&rsquo;organismo non sono da meno. Secondo le <a href="http://www.who.int/quantifying_ehimpacts/publications/en/Indoorsmoke.pdf">stime dell&rsquo;Organizzazione mondiale della sanit&agrave;</a> il fumo <i>indoor</i> prodotto dall&rsquo;uso di legno, carbone, letame o altri combustibili solidi uccide ogni anno un milione e mezzo di persone ed &egrave; il quarto fattore di rischio per la salute nei Paesi in via di sviluppo, dopo la malnutrizione, i rapporti sessuali non protetti e l&rsquo;acqua contaminata; provoca una lunga serie di malattie, fra cui polmonite, bronchite, enfisema, cataratta, cancro, malattie cardiache, alta pressione e basso peso alla nascita; e donne e bambini sono i pi&ugrave; esposti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Baster&agrave; il sostegno delle ONG a cambiare tutto questo? S&igrave; se le stufe pulite saranno molto economiche (dovranno costare meno di 10 dollari) e se piaceranno a chi cucina. Non si pu&ograve; infatti contare sulla consapevolezza delle persone riguardo ai danni sanitari della fuliggine. Come non pensare alla vecchia nonna ottantenne che ha cucinato tutta la vita su un fuoco e sta benone? Il fumo prodotto dal fuoco &egrave; considerato pi&ugrave; un fastidio che un rischio per la salute.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>Come si costruisce una buona stufa</b></div>
<div>In base all&rsquo;American Clean Energy and Security Act del 2009 una buona stufa riduce:</div>
<div>&nbsp;</div>
<ol style="margin-top:0cm">
<li>l&rsquo;uso      di combustibile di pi&ugrave; del 50%</li>
<li>l&#8217;emissione      di nerofumo oltre il 60%</li>
<li>le      polmoniti infantili di pi&ugrave; del 30%</li>
</ol>
<div>Come si costruisce una stufa cos&igrave;? Gruppi di ingegneri ed esperti, in buona parte volontari come quelli dell&rsquo;<a target="_blank" href="http://www.aprovecho.org/lab/index.php">Approvecho Research Center</a>, passano il tempo a sviluppare e testare nuove stufe. Guardate qui che cosa riescono a fare:</div>
<div>&nbsp;</div>
<p style="text-align: center"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FtwVO0g36_8&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowScriptAccess" value="always" /><embed src="http://www.youtube.com/v/FtwVO0g36_8&amp;color1=0xb1b1b1&amp;color2=0xcfcfcf&amp;hl=en_US&amp;feature=player_embedded&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" width="425" height="344"></embed></object></p>
<div>&nbsp;</div>
<div>Dato che ogni fuoco per la cottura rilascia fra 1000 e 2000 grammi di fuliggine all&rsquo;anno e che 3 miliardi di persone si nutrono in questo modo, diffondere stufe pulite potrebbe essere una buona cosa anche per il problema del riscaldamento climatico (pare che un grammo di nerofumo, assorbendo la luce solare, riscaldi l&rsquo;atmosfera tanto quanto un radiatore da 1500 watt acceso per una settimana).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>*** *** ***</div>
<p><em>Ho trovato gran parte dei dati di questo post nel bellissimo reportage di Bulchard Bilger, </em>Hearth Surgery<em>, pubblicato sul </em><em>New Yorker</em><em>&nbsp;del 21-28 dicembre 2009.</em></p>
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		<title>Quando leggete una notizia che riguarda la vostra salute, state calmi e andate avanti</title>
		<link>http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/2009/12/13/quando-leggete-una-notizia-che-riguarda-la-vostra-salute-state-calmi-e-andate-avanti/</link>
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		<pubDate>Sun, 13 Dec 2009 16:07:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Vozza</dc:creator>
				<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[Behind the headlines]]></category>
		<category><![CDATA[National Health Service]]></category>
		<category><![CDATA[notizie]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA["Dietro le notizie", un ottimo servizio del National Health Service britannico per capire che cosa è affidabile nelle informazioni sulla salute.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><a target="_blank" href="http://www.telegraph.co.uk/health/healthnews/6708352/Red-wine-good-for-your-teeth.html"><img width="101" vspace="5" hspace="10" height="80" border="0" align="left" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/image2969935g.jpg" />&ldquo;Il vino rosso fa bene ai denti&rdquo;</a>, titola il Daily Telegraph, mentre la BBC informa che <a href="http://www.nhs.uk/news/2009/11November/Pages/Alcohol-and-heart-disease-risk.aspx">&ldquo;la dieta mediterranea previene la depressione&rdquo;</a>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&Egrave; il caso di cancellare l&rsquo;appuntamento dal dentista e correre a brindare? O di buttare la carne archiviata in freezer e attendere la felicit&agrave;?</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Dato il bombardamento quotidiano di direttive perentorie e confuse viene voglia di ignorare tutto ci&ograve; che ci parla di salute. Eppure in certi casi sarebbe opportuno ascoltare. Ma com&rsquo;&egrave; possibile discernere le informazioni affidabili dalle panzane?<span id="more-391"></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Una missione quasi impossibile anche per gli addetti ai lavori, se non fosse per <a href="http://www.nhs.uk/News/Pages/NewsIndex.aspx">Behind the Headlines</a>. In italiano &ldquo;Dietro le notizie&rdquo;, &egrave; la nuova guida alla scienza che appare nelle news, a cura del National Health Service britannico (o NHS, l&rsquo;equivalente del nostro Ministero della salute).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center"><img vspace="5" hspace="10" border="1" align="absMiddle" style="width: 563px;height: 354px" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/Immagine.jpg" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In pratica il servizio funziona cos&igrave;: ogni giorno un team del NHS seleziona alcune notizie di salute che compaiono sulle prime pagine dei giornali inglesi (spesso le stesse che appaiono anche sui media italiani) e le invia agli esperti di <a href="http://www.bazian.com/">Bazian</a>, fra i pi&ugrave; quotati analisti di informazioni medico-scientifiche. Qui medici e scienziati valutano la qualit&agrave; degli studi e delle ricerche che sono dietro gli articoli e producono un rapporto imparziale che &egrave; poi pubblicato sul sito di Behind the Headlines. Il rapporto, scritto in un linguaggio alla portata di tutti, &egrave; anche rapido da scorrere, grazie ai paragrafi che scandiscono il testo (io salto spesso direttamente alle conclusioni).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo scopo? Dare i fatti senza la &ldquo;fiction&rdquo; e far capire meglio la scienza che appare nelle news. Ma anche aiutare i medici a rispondere ai pazienti, quando questi chiedono per esempio un farmaco di cui hanno sentito parlare alla televisione. E dare una mano ai giornalisti a riportare correttamente i fatti nelle notizie scientifiche. <img width="85" vspace="5" hspace="10" height="97" align="right" alt="muir" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/Muir_away_188.jpg" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel 21&deg; secolo la conoscenza &egrave; l&rsquo;elemento chiave per migliorare la salute&rdquo; spiega <a href="http://www.nhs.uk/news/Pages/SirMuirGraysBiography.aspx">Sir Muir Gray</a>, ideatore del servizio. &ldquo;Per la gente il diritto ad avere un&#8217;informazione trasparente sulla salute &egrave; pari al bisogno di disporre di acqua pulita&rdquo;.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><b>Le notizie vi fanno paura? Leggete che cosa c&#8217;&egrave; dietro prima di allarmarvi<br />
</b></div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img width="80" vspace="5" hspace="10" height="102" align="left" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/Alicia_White.jpg" />Ma il servizio va oltre, con un vero gioiello per la comprensione delle news sulla salute. La dottoressa Alicia White, una degli esperti di Bazian, fornisce infatti una <a href="http://www.bazian.com/pdfs/HowToReadANewsStory_vers03_26Nov08.pdf">validissima guida su come leggere le notizie scientifiche</a>. E lo fa con una buona dose di humor britannico.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&ldquo;Se avete appena letto una notizia sulla salute che vi ha fatto andare di traverso la prima colazione (&lsquo;il caff&egrave; causa il cancro&rsquo; in genere produce quest&rsquo;effetto), fareste meglio a seguire il vecchio slogan di guerra, &lsquo;state calmi e andate avanti&rsquo;. Continuando a leggere troverete che spesso nel titolo &egrave; stato omesso qualcosa di importante, come &lsquo;Iniettando 5 topi con dosi altamente concentrate di una soluzione di caff&egrave;, si sono prodotti alcuni cambiamenti nelle cellule che a lungo termine potrebbero condurre allo sviluppo di tumori (studio finanziato dall&rsquo;Associazione per la promozione del t&egrave;)&rsquo;&rdquo;. La guida continua pi&ugrave; seriamente con una serie di domande che &egrave; veramente utile porsi durante la lettura di una notizia. Ve ne riporto una sintesi in italiano:</div>
<div>
<div>&nbsp;</div>
<ul style="margin-top: 0cm">
<li><b>Le      affermazioni dell&rsquo;articolo sono sostenute da ricerche scientifiche?</b></li>
</ul>
<div style="margin-left: 18pt;text-indent: 17.4pt">Cautela se le ricerche non ci sono o non sono ancora pubblicate.</div>
<div style="margin-left: 35.4pt">&nbsp;</div>
<ul style="margin-top: 0cm">
<li><b>L&rsquo;articolo      &egrave; basato su una comunicazione a una conferenza?</b></li>
</ul>
<div style="margin-left: 35.4pt">In questo caso non precipitatevi dal medico: le ricerche presentate alle conferenze sono spesso allo stadio preliminare e in genere non sono ancora state vagliate dagli esperti del campo.</div>
<div style="margin-left: 35.4pt">&nbsp;</div>
<ul style="margin-top: 0cm">
<li><b>La      ricerca &egrave; stata condotta in esseri umani?</b></li>
</ul>
<div style="margin-left: 35.4pt">Molto spesso le &ldquo;cure miracolose&rdquo; che si trovano nei titoli sono in realt&agrave; testate soltanto in cellule o in animali di laboratorio. Da qui a funzionare negli esseri umani, la strada e lunga e impervia.</div>
<div style="margin-left: 35.4pt">&nbsp;</div>
<ul style="margin-top: 0cm">
<li><b>Quante      persone sono state incluse nello studio?</b></li>
</ul>
<div style="margin-left: 35.4pt">In generale pi&ugrave; uno studio &egrave; grande e pi&ugrave; ci si pu&ograve; fidare dei suoi risultati. Piccoli studi possono non individuare differenze importanti, per mancanza di potenza statistica, o trovare cose (incluse cose sbagliate) per puro caso.</div>
<div style="margin-left: 35.4pt">&nbsp;</div>
<ul style="margin-top: 0cm">
<li><b>Lo      studio prevedeva un gruppo di controllo?</b></li>
</ul>
<div style="margin-left: 35.4pt">La presenza di un gruppo di controllo permette ai ricercatori di paragonare ci&ograve; che accade nelle persone sottoposte al trattamento oggetto dello studio, con ci&ograve; che succede in persone cui non viene somministrato nulla. Se uno studio non ha un gruppo di controllo &egrave; difficile se non impossibile attribuire gli effetti riscontrati al particolare trattamento. Per questo &egrave; anche importante che il gruppo di controllo sia il pi&ugrave; possibile simile al gruppo trattato, assegnando a caso alcune persone nel gruppo sottoposto a terapia e altre nel gruppo di controllo (&egrave; ci&ograve; che accade in una sperimentazione controllata randomizzata).</div>
<div style="margin-left: 35.4pt">&nbsp;</div>
<ul style="margin-top: 0cm">
<li><b>Lo      studio ha scoperto effettivamente quello che si trova nel titolo della notizia?</b></li>
</ul>
<div style="margin-left: 35.4pt">Questa &egrave; una cosa difficile da spiegare, perci&ograve; cominciamo con un esempio. Se il titolo afferma che &ldquo;i pomodori riducono il rischio di infarto&rdquo;, bisogna che lo studio abbia effettivamente testato l&rsquo;effetto dei pomodori sugli attacchi di cuore. Se lo studio ha trovato un legame fra il mangiare pomodori e la riduzione della pressione arteriosa, ci&ograve; significa che l&rsquo;effetto sull&rsquo;infarto &egrave; un&rsquo;estrapolazione: siccome l&rsquo;alta pressione &egrave; un fattore di rischio per l&rsquo;infarto, allora i pomodori devono avere un impatto anche sugli attacchi di cuore. Le estrapolazioni a volte sono corrette, ma non sempre.</div>
<div style="margin-left: 35.4pt">&nbsp;</div>
<ul style="margin-top: 0cm">
<li><b>Chi      ha pagato e condotto lo studio?</b></li>
</ul>
<div style="margin-left: 35.4pt">La maggior parte delle sperimentazioni cliniche sono oggi finanziate dai fabbricanti del prodotto oggetto della valutazione, sia esso un farmaco, una crema o un alimento. Ci&ograve; significa che vi &egrave; necessariamente un interesse nei risultati della sperimentazione che pu&ograve; influenzare ci&ograve; che i ricercatori trovano e riportano, in maniera sia consapevole sia inconsapevole. Questo non &egrave; per dire che tutte le sperimentazioni sponsorizzate dai produttori sono inaffidabili. Molte sono ottime. Ma &egrave; sempre utile sapere chi ha finanziato lo studio per individuare eventuali conflitti di interesse.</div>
<div style="margin-left: 35.4pt">&nbsp;</div>
</div>
<div>Grazie NHS!&nbsp;</div>
<p>PS Se i titoloni in cima vi stanno spingendo a cambiamenti radicali, leggete prima che cosa ne dicono gli esperti del NHS: <a href="http://www.nhs.uk/news/2009/12december/pages/red-wine-and-tooth-decay.aspx">il vino, mi spiace deludervi, non protegge dalla carie</a>, mentre <a href="http://www.nhs.uk/news/2009/10october/pages/mediterranean-diet-and-depression.aspx">la dieta mediterranea potrebbe prevenire la depressione</a>, anche se il condizionale &egrave; d&rsquo;obbligo, date le importanti limitazioni dello studio.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Che cos&#8217;è la salute?</title>
		<link>http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/2009/05/23/che-cos-e-la-salute/</link>
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		<pubDate>Sat, 23 May 2009 19:11:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Vozza</dc:creator>
				<category><![CDATA[medicina]]></category>
		<category><![CDATA[aspettativa di vita]]></category>
		<category><![CDATA[benessere]]></category>
		<category><![CDATA[Don Gino Rigoldi]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>

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		<description><![CDATA[Salute: assenza di malattia o capacità di adattamento a condizioni variabili?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>&laquo;La salute &egrave; la vita nel silenzio degli organi&raquo; scriveva un famoso medico francese, <a href="http://fr.wikipedia.org/wiki/Ren%C3%A9_Leriche">Ren&eacute; Leriche</a>, nel 1937.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nove anni pi&ugrave; tardi l&rsquo;<a href="http://www.who.int/en/">Organizzazione mondiale della sanit&agrave;</a> (OMS) faceva un passo ben pi&ugrave; ambizioso, iscrivendo nella propria <a href="http://www.who.int/governance/eb/who_constitution_en.pdf">Costituzione</a> che &laquo;la salute &egrave; uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non soltanto l&rsquo;assenza di malattia o di infermit&agrave;&raquo;. Il momento era in effetti propizio all&rsquo;ottimismo: si era appena usciti dalla Seconda guerra mondiale e la medicina disponeva forse per la prima volta di armi straordinariamente potenti &ndash; antibiotici e vaccinazioni di massa <i>in primis</i> &ndash; con cui sembrava ragionevole immaginare un mondo di piena salute per tutti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In effetti la promessa &egrave; stata almeno in parte mantenuta. Nei Paesi ricchi l&rsquo;aspettativa di vita &egrave; cresciuta oltre ogni aspettativa, e antibiotici e vaccini, insieme a igiene e alimentazione, hanno fatto la loro parte, non c&rsquo;&egrave; che dire.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center; "><img width="0" height="0" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/Life_exp.JPG" /><img width="440" height="336" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/Life_exp.JPG" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div style="text-align: center; ">(Immagine tratta da <em>Nature </em>451, 644-47, 2008)</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Oggi sappiamo anche silenziare piuttosto bene un organo che duole: con un antidolorifico, se abbiamo mal di testa; con un anestetico, se dobbiamo sottoporci a un&rsquo;operazione chirurgica; con un antidepressivo, se abbiamo una sofferenza dell&rsquo;anima (ammesso che esista, l&rsquo;anima).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Eppure non possiamo proprio dire che il benessere fisico, mentale e sociale dell&rsquo;uomo sia qualcosa di definitivamente acquisito. Fra le migliaia di dati che potrei portare a sostegno di quest&rsquo;affermazione (se ce ne fosse bisogno), ne cito soltanto due che mi hanno fatto riflettere.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il primo dato lo avrete gi&agrave; sentito mille volte &#8211; il numero di bambini sotto i 5 anni di et&agrave; che muoiono ogni anno nel mondo &#8211; e il vostro cervello star&agrave; dicendo &quot;basta!&quot;. Fra l&#8217;altro &egrave; un numero non solo ripetuto, ma molto grande, di quelli che non riusciamo facilmente a rapportare a dimensioni a noi pi&ugrave; familiari. Provate allora a pensare a una citt&agrave; come Trieste, abitata soltanto da bambini entro l&rsquo;et&agrave; da scuola materna, e immaginate che ogni 7 giorni quella citt&agrave; si svuoti completamente. In effetti ogni anno i bambini che scompaiono entro i 5 anni di et&agrave; sono oltre 11 milioni, pari a 52 Trieste o alla popolazione di un Paese come la Grecia (dati OMS).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La morte tuttavia &egrave; solo uno dei possibili esiti della sofferenza umana, e in genere non il principale. Nella vicina Romania, nel solo mese di marzo di quest&rsquo;anno, 1500 bambini sono stati abbandonati alla nascita. &Egrave; un dato talmente enorme, che non ci avrei mai creduto se non l&rsquo;avessi sentito dalla voce autorevole e schietta di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gino_Rigoldi">Don Gino Rigoldi</a> (Don Gino Rigoldi, oltre a essere il cappellano del carcere minorile Beccaria, presiede anche l&rsquo;<a target="_blank" href="http://www.bambiniinromania.it/">Associazione Bambini in Romania</a>, con la quale ogni estate centinaia di ragazzi italiani, dai 16 anni in su, vanno in questo Paese a cercare di migliorare le condizioni di vita dei bambini orfani e abbandonati).</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Insomma, per eradicare malattie e sofferenza dal pianeta &egrave; chiaro che la scienza medica pu&ograve; costituire soltanto una goccia, importante ma insufficiente a colmare un mare di bisogni. Bisogni fatti innanzitutto di quattrini, ma anche di un ambiente pi&ugrave; salubre, di educazione e, non ultimo, della possibilit&agrave; di immaginare un futuro per cui valga la pena restare a lungo in salute.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Eppure gran parte degli esseri umani raramente si danno per vinti. Anzi, curiosamente non smettono quasi mai di lottare per una vita migliore, di cui la salute &egrave; uno degli ingredienti pi&ugrave; attesi.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La salute come fine &egrave; dunque qualcosa che pu&ograve; nello stesso tempo eludere ogni sforzo e motivarne tanti.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come si pu&ograve; definire allora la salute, perch&eacute; non sia solo assenza di sofferenza fisica, ma neppure un&rsquo;idea cos&igrave; meravigliosamente astratta da risultare irraggiungibile? Fra tutte le definizioni che ho letto quella che pi&ugrave; mi convince &egrave; questa:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&laquo;La salute &egrave; la capacit&agrave; di ciascun individuo di <i>adattarsi</i> al proprio ambiente e alle circostanze individuali&raquo;.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>L&rsquo;idea, che ho trovato in questo <a href="http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(09)60456-6/fulltext">editoriale di <i>Lancet</i></a>, &egrave; formulata da un altro medico francese del secolo scorso, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Georges_Canguilhem">Georges Canguilhem</a>, nel libro <i>Il normale e il patologico</i>, del 1943.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Lo stato di salute non &egrave; dunque un&rsquo;entit&agrave; fissa, che si pu&ograve; stabilire in modo uguale per tutti, ma &egrave; un po&rsquo; come una barra che ogni persona pu&ograve; alzare o abbassare, in base alla percezione della propria condizione a ogni dato momento.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>In effetti la salute &egrave; almeno in parte soggettiva: lo stesso malanno &egrave; per Giovanni un nonnulla e per Francesco una sofferenza immane; e questo non perch&eacute; Giovanni sia un eroe e Francesco una piaga, ma perch&eacute; ogni individuo ha, fra le altre cose, una diversa storia immunitaria, una differente percezione del dolore e complessivamente una vulnerabilit&agrave; variabile alle malattie, che si modifica nel tempo anche per la medesima persona.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il benessere &egrave; anche un&rsquo;idea che varia grandemente a seconda di chi siamo e di dove ci troviamo: se in Italia &egrave; considerato da molti normale starsene a casa dal lavoro o da scuola per qualche linea di febbre, in altri Paesi &egrave; normale vivere <i>sempre</i> con la febbre.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La salute &egrave; infine uno stato la cui accettabilit&agrave; muta nel tempo e con l&rsquo;esperienza: pensate a come i bambini piccoli, cadendo e piangendo in continuazione, imparano a costruirsi la propria scala graduata di tolleranza al dolore.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Se alla ricerca della perfezione sostituiamo quindi la possibilit&agrave; di adattamento, un certo stato di salute diventa allora un obiettivo raggiungibile, anche se mobile e relativo. Badate che non &egrave; una definizione pensata perch&eacute; si accetti come salute qualcosa che salute non &egrave;: &egrave; piuttosto un modo pragmatico per permettere a ognuno di stabilire che livello di salute pu&ograve; andare o non andare bene.</div>
<div>
<p class="MsoNormal">Ecco dunque la definizione che preferisco. Mi pare ottimista, incoraggiante e anche un po&#8217; darwiniana. E mi sembra pure molto attuale, dato che ci stiamo avviando verso l&rsquo;era della medicina personalizzata, in base alle caratteristiche di ogni individuo e di ciascuna malattia.</p>
</div>
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		<title>Gisele e lo smog</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2009 22:01:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Lisa Vozza</dc:creator>
				<category><![CDATA[ambiente]]></category>
		<category><![CDATA[Gisele Bundchen]]></category>
		<category><![CDATA[polveri sottili]]></category>
		<category><![CDATA[salute]]></category>
		<category><![CDATA[smog]]></category>

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		<description><![CDATA[Troppo smog, fa male alla salute, parola di Gisele Bundchen. E la scienza è d'accordo con la bella modella.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&laquo;Amo Milano, ma lo smog &egrave; insopportabile&raquo;, ha giustificato cos&igrave;&nbsp;qualche giorno fa il suo addio alle passerelle meneghine&nbsp;la modella brasiliana Gisele Bundchen. Almeno finch&eacute; l&rsquo;inquinamento non sar&agrave; diminuito. Capricci da modella o timori fondati? Che cosa c&rsquo;&egrave; di tanto speciale nell&rsquo;aria milanese?</p>
<div>&nbsp;</div>
<p><object height="295" width="480"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/wUt6J-jyWaM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><embed height="295" width="480" src="http://www.youtube.com/v/wUt6J-jyWaM&amp;hl=it&amp;fs=1&amp;rel=0" type="application/x-shockwave-flash"></embed></object></p>
<div>&nbsp;</div>
<div>C&rsquo;&egrave; soprattutto una miscela piuttosto concentrata di sostanze solide o liquide, che gli scienziati chiamano <i>particolato</i>. Il particolato pu&ograve; comprendere fumi da traffico e industriali, fuliggine e altri prodotti delle combustioni, ma anche particelle naturali come polvere, sale marino, pollini e spore. Le particelle pi&ugrave; sottili, quelle che hanno un diametro inferiore ai 10 e ai 2,5 micrometri (i cosiddetti PM10 e PM2,5), sono le pi&ugrave; preoccupanti per la salute perch&eacute;, date le minuscole dimensioni, penetrano in profondit&agrave; nei polmoni e addirittura nel sangue.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Nel <a href="http://www.epa.gov/ttn/ecas/regdata/RIAs/Executive%20Summary.pdf">rapporto del 2006 dell&rsquo;Agenzia per la protezione dell&rsquo;ambiente (EPA) americana</a> si legge che &laquo;l&rsquo;inalazione di particelle sottili &egrave; associata in maniera causale a morte prematura, alle concentrazioni provate quotidianamente da gran parte degli americani&raquo;. In parole povere, respirare tutti i giorni aria densa di smog fa morire prima del tempo. Quanto prima? Due anni in media negli Stati Uniti, tre nella Pianura Padana, una delle regioni pi&ugrave; inquinate al mondo. Ma <a href="http://www.euro.who.int/document/e88700.pdf">le altre citt&agrave; italiane non se la cavano molto meglio</a>, secondo un rapporto dell&rsquo;Organizzazione mondiale della sanit&agrave; (OMS) del 2006.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><img height="457" width="640" alt="" src="http://scienze.zanichelli.it/biologia-e-dintorni/wp-content/uploads/image/aspettativa_vita.JPG" /></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Va bene, dir&agrave; qualcuno, moriremo pure qualche anno prima, ma di qualcosa bisogner&agrave; pur morire. Purtroppo non &egrave; che lo smog ci lasci sani per tutta la vita e poi di colpo si ricordi di noi, qualche anno prima del momento fatidico, per infliggerci il colpo finale. Secondo uno studio pubblicato su <i>Lancet</i>, la pi&ugrave; autorevole rivista medica inglese, <a href="http://www.thelancet.com/journals/lancet/article/PIIS0140-6736(07)60037-3/fulltext">ragazzi dai 10 ai 18 anni che vivono in aree urbane inquinate, a meno di un chilometro di distanza da una grande arteria di traffico, sviluppano una ridotta funzionalit&agrave; polmonare</a>. In effetti asma, allergie e bronchiti sono compagni costanti della vita dei padani. E anche <a href="http://aje.oxfordjournals.org/cgi/content/full/kwm308v1">lo sviluppo cognitivo dei pi&ugrave; giovani sembra soffrire di smog</a>, secondo una ricerca dell&rsquo;Universit&agrave; di Harvard.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Altre conseguenze a lungo termine? Secondo il <i>New England Journal of Medicine</i>, danni al sistema cardiovascolare degli adulti, con <a href="http://content.nejm.org/cgi/content/full/356/5/447">una particolare vulnerabilit&agrave; del gentil sesso</a> (un fatto che Gisele deve avere intuito in cuor suo). Ma lo smog causa anche problemi a breve termine, come le <a href="http://content.nejm.org/cgi/content/full/357/11/1075">ischemie e le trombosi che aumentano quando c&rsquo;&egrave; pi&ugrave; particolato nell&rsquo;aria</a>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Milano sar&agrave; pure inquinata, ma le altre capitali della moda non saranno messe poi tanto meglio, penser&agrave; qualcuno indispettito. Purtroppo i numeri danno di nuovo ragione alla bella Gisele: nel 2006 la concentrazione media di PM2,5 a Milano &egrave; stata di 38 &mu;g/m<sup><span style="">3</span></sup>, mentre Parigi e Londra, pur molto inquinate, si sono attestate su valori attorno a 16: meno della met&agrave; della media milanese. <a href="http://www.who.int/mediacentre/factsheets/fs313/en/print.html">Il limite stabilito dall&rsquo;OMS</a> &egrave; di 10 &mu;g/m<sup><span style="">3</span></sup> medi annui.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>&laquo;Forse ci sono troppe macchine&raquo; dice ancora Gisele. Di certo non ci sono pi&ugrave; le industrie siderurgiche che con i loro fumi ammorbavano l&rsquo;aria fino ai primi anni Ottanta. Ma ci sono parecchie caldaie e soprattutto molti, molti autoveicoli (il contributo allo smog dei veicoli a motore a Milano &egrave; del 70% circa e i <a href="http://www.walshcarlines.com/pdf/low_sulfur_gasoline_and.855.pdf">motori diesel sono i pi&ugrave; &laquo;colpevoli&raquo;</a>). Ogni giorno entrano ed escono dalle &laquo;porte&raquo; della citt&agrave; quasi 700.000 automobili di pendolari. A queste si aggiungono le quasi 500.000 vetture mosse quotidianamente dai residenti. Siamo gi&agrave; oltre un milione di macchine, senza neppure considerare il traffico commerciale e quello pesante. Altri dati che danno ragione alla bella modella: il parco macchine degli italiani &egrave; aumentato di circa 6 volte in circa mezzo secolo, l&rsquo;Italia &egrave; uno dei Paesi a pi&ugrave; alta motorizzazione al mondo e la Lombardia &egrave; in testa alla classifica nazionale. Infine una cosa di cui quasi nessuno parla: il peso medio delle automobili &egrave; cresciuto di circa il 30% negli ultimi vent&rsquo;anni. Per portare in giro i macigni di oggi si brucer&agrave; pure pi&ugrave; combustibile!</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Si pu&ograve; ridurre lo smog? Los Angeles ci &egrave; riuscita. Un tempo la citt&agrave; con maggiore inquinamento da traffico di tutti gli Stati Uniti, in dieci anni le sue polveri sottili sono diminuite di circa un terzo (insieme al rumore, agli incidenti automobilistici e ai gas serra). E <a href="http://content.nejm.org/cgi/content/full/360/4/376">dove le polveri si riducono, l&rsquo;aspettativa di vita torna ad allungarsi,</a>&nbsp;lo dimostrano autorevolissimi epidemiologi nel 2009.&nbsp;Gli effetti dello smog sono cio&egrave; almeno in parte reversibili.&nbsp;</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Ridurre lo smog &egrave; difficile, ma si pu&ograve;. Basta volerlo.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>*** *** ***</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Per approfondire:</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><a href="http://content.nejm.org/cgi/content/abstract/329/24/1753">Lo studio di Harvard sulle sei citt&agrave; americane</a> e <a href="http://ajrccm.atsjournals.org/cgi/content/abstract/151/3/669">l&rsquo;articolo che ha evidenziato gli effetti a lungo termine dello smog</a> sono le pietre miliari che hanno stabilito l&rsquo;associazione fra inquinamento atmosferico e salute.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Gli effetti a breve e a lungo termine dello smog sulla salute umana, in un <a href="http://www.genitoriantismog.it/testi_doc/is_naz_tumori_2007.pdf">rapporto di Paolo Crosignani</a>, Direttore dell&rsquo;Unit&agrave; di Epidemiologia Ambientale e Registro Tumori dell&rsquo;Istituto Nazionale Tumori di Milano</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Come piccoli scienziati, i ragazzi delle scuole milanesi misurano quanto &egrave; inquinata la loro citt&agrave;: parla di loro il <a href="http://www.nytimes.com/2007/06/12/world/europe/12milan.html?fta=y">New York Times</a>.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div>Il sito <a href="http://www.walshcarlines.com/index.html">Car Lines</a> di Michael Walsh, fra i maggiori esperti al mondo di inquinamento da traffico. Il suo sito &egrave; una miniera di informazioni sugli effetti dell&rsquo;inquinamento atmosferico e sulle politiche adottate in ogni parte del mondo per contenere il problema.</div>
<div>&nbsp;</div>
<div><span style="font-size: 12pt;"><a href="http://www.eea.europa.eu/it"><span style=""><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Arial;"></p>
<div><span style="font-size: 10pt;">Il sito della&nbsp;<a href="http://www.eea.europa.eu/it">Agenzia Europea dell&#8217;Ambiente</a> </span></div>
<p></span></span></span></a></span></div>
<div>&nbsp;</div>
<div>La pi&ugrave; recente <a href="http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri=OJ:L:2008:152:0001:0044:EN:PDF">direttiva sulla qualit&agrave; dell&rsquo;aria dell&rsquo;Unione europea</a></div>
<p><a target="_blank" href="http://www.eea.europa.eu/publications/eea_report_2007_2/at_download/file">Il rapporto sull&rsquo;inquinamento atmosferico in Europa 1990-2004</a>&nbsp;</p>
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